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Il consumatore multicanale [VIDEO]

Ecco un breve filmato che riassume i concetti chiave e l'evoluzione quantitativa che hanno caratterizzato il mondo del consumatore multicanale dal 2007 a oggi, da quando è attivo l'Osservatorio Multicanalità. In pochi anni una crescita rilevante che ha portato questa nascente tipologia di consumatore dai 15.700.000 del 2007 ai 23.000.000 del 2010.

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Osservatorio Multicanalità 2010. [Strategie]

Dopo tanti dati passiamo a indicazioni di ordine strategico. Come muoversi nell'attuale contesto?Un'analisi molto concreta arriva dall'intervento di Giovanni Pola, Direttore Generale di Connexia dal titolo Multicanalità: rumore o armonia? Punto di partenza (e di arrivo) è il concetto secondo cui è fondamentale disegnare una strategia quanto più dettagliata possibile che tenga conto, al tempo stesso, di un meccanismo di costante rinnovamento. Nulla di così semplice se si pensa al dinamismo medio di un'azienda impostata in modo classico ma nemmeno nulla che si possa ignorare a cuor leggero, visti i dati del post precedente.

Punti salienti sono:
  • l'accesso efficace alle informazioni (web analytics, buzz intelligence, news, ricerche di mercato, crm e formazione)
  • la creazione di canali d'ascolto diretti e permanenti che permettano e stimolino anche la partecipazione attiva da parte degli utenti Reloaded (un'operazione come My Starbucks Idea genera decine di migliaia di idee e spunti che nessuna entità creativa o focus group sarebbe stata in grado di generare)
  • l'investimento in nuovi modelli di business emergenti basati sul concetto di collaborazione (vedi video sotto) come nel caso dei gruppi d'acquisto (case Groupon).
  • la creazione di storie coerenti e credibili. Ogni prodotto può essere raccontato, non solo promosso.
  • la capacità di gestire la crisi sfruttando le opportunità offerte dalla rete. Se gli utenti del web possono alimentare e diffondere voci negativi, allo stesso modo i brand che sanno usare la rete possono farlo per esporre la propria versione e gestire la crisi in tempo reale e nei luoghi dove questa si alimenta.
  • evitare le scorciatoie (es. post di commenti fake a proprio favore o per screditare i competitor) evita anche l'investimento in operazioni ad alto rischio e bassa efficacia. Nella maggior parte dei casi infatti il giudizio a cui si concede più credibilità è quello di un amico del proprio network e in ogni caso per svariati temi la rete tende ad autoregolarsi con la nascita di siti e tool di confronto tra i prodotti difficilmente orientabili a proprio favore.

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Osservatorio Multicanalità 2010. [Dati]

Dopo una trepidante attesa (giuro) arriva il giorno della presentazione dei dati dell'Osservatorio Multicanalità, l'iniziativa proposta dal 2007 in partenership tra Nielsen, Nielsen Online, MIP e Connexia.
Ecco qualche numero e qualcuna delle principali considerazioni da portarsi a casa prima di suggerirvi di sfogliare le presentazioni estese dei vari speech caricate nella pagina slideshare dell'Osservatorio. Andate qui invece se siete curiosi di confrontarli con i dati dell'Osservatorio Multicanalità 2009.
  • INTERNET PER TUTTI. 12 milioni gli italiani che navigano su Internet ogni giorno con una media di ore navigate di 1,26'.
  • IBRIDAZIONE. Internet, Tablet, Mobile e Tv continuano nel loro processi di ibridazione. Il 30% del campione ha guardato un programma tv su internet nell'ultimo anno, il 14 ha navigato su internet usando la TV.
  • MOBILE. 11 milioni gli utilizzatori di Internet da mobile (+31 rispetto allo scorso anno). E' boom per l'utilizzo social dal Mobile, +139% rispetto allo scorso anno (2,8 milioni di utenti). Entro il prossimo anno è prevedibile che gli smartphone superino il numero di apparecchi di telefonia mobile tradizionali.
  • PARTECIPAZIONE. 7,2 milioni di Italiani partecipano attivamente alle discussioni online (blog, forum, community)
  • 3 LIVELLI DI INTERAZIONE DELLE AZIENDE CON I CLIENTI: ricerca di informazioni, guida all'acquisto e assistenza post vendita
  • ACQUISTI ONLINE: il 31% degli italiani ritiene Internet un canale adatto per i propri acquisti (vs il 22% del 2009).
  • SEMPRE PIU' RELOADED E OPEN MINDED. Scendono a 7,4 milioni gli esclusi, il regno delle grandi marche non è più così sicuro e i consumatori vecchio stile mettono in discussione (forse anche a causa della crisi) le loro scelte di consumo. Crescono invece gli utenti tradizionali coinvolti (11 milioni), consumatori che interagiscono molto con il passaparola offline e sono definiti potenziali reloaded. I Reloaded a tutti gli effetti sono il 19% del totale, 9,9 milioni di italiani pronti a interagire in modo elitario online: postando, rispondendo, valutando, giudicando, utenti disposti a essere tester di prodotti e ad agire come un vero e proprio media facendo da cassa di risonanza. Ancora più grande la crescita degli Open Minded, in totale 13,1 milioni, il 25% del totale, meno attivi in fese di creazione di contenuto ma molto sensibili e ricettivi verso le informazioni online. In sostanza.
  • SEGMENTARE IL COPY. In base alla clusterizzazione descritta e a ciò che ciascun cluster cerca sui vari canali emergono alcune riflessioni circa la necessità di lavorare sempre, per quanto riguarda la promozione di prodotti e servizi, a una segmentazione del copy. Messaggi e contenuti che siano più evoluti e informativi su internet e maggiormente a carattere ludico e di intrattenimento in tv.
  • SOCIAL E FACEBOOK. sono 18 milioni gli italiani iscritti a facebook. 2,8 mln. gli iscritti a pagine di aziende sui social network.
  • QUALI INFORMAZIONI. Gli utenti che si informano su prodotti cercano online nell'ordine: siti dedicati a confronti, siti aziendali, spazi che contengono opinioni di altri utenti, siti mono argomento, info presenti su siti di news, articoli di esperti e opinion leader.
In poche parole: il buzz online influenza sempre più l'acquisto. Detta così, sembra la scoperta dell'acqua calda, in realtà è la constatazione dei gradi esatti a cui è al momento. Ammonta infatti al 34% il dato dei navigatori che non ha acquistato un prodotto dopo aver letto un giudizio negativo e stesso processo avviene all'inverso per una decisione d'acquisto seguita alla lettura di un giudizio positivo (percentuale che impatta maggiormente nei settori dell'elettronica di consumo, viaggi ed elettrodomestici).

Questi dunque i dati, a brevissimo le considerazioni più strategiche che mi vengono in mente... prima lascio fermentare in testa numeri, chart e modelli vari.

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ROI o KPI? Questo è il problema.

Ho scritto diversi post sul ROI del Social Media Marketing mostrando come ci siano aspetti e accorgimenti che, se inseriti in una campagna di marketing, permettono di misurare il Ritorno sugli Investimenti della campagna stessa.
Oggi propongo un'intervento di Andrea Boaretto, professore universitario e responsabile dell'Osservatorio Multicanalità, durante il Social Innovation Camp del 6 maggio che ci aiuta a capire come il ROI in senso stretto non sia misurabile. Con questo non voglio contraddire le mie affermazioni passate ma semplicemente far evolvere e raffinare il concetto condiviso di quello che di una campagna di comunicazione sui social media sia associabile a una metrica di valutazione.
Continuo a sostenere che alcuni aspetti siano realmente inseribili all'interno di un'operazione matematica che misura la differenza tra Risultato Operativo e Capitale Investito (vedi operazioni di scontistica lanciate dalle pagine Facebook di molti brand), in tutti gli altri casi occorre definire più realistici KPI in grado di indicare un successo collegabile solo indirettamente a un ritorno economico.


Interessante su questo argomento il post di oggi sul Tagliaerbe.

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Osservatorio Multicanalità 2009: le campagne multicanali sono tutte uguali?

Concludo la lista di post sugli interessantissimi interventi delle 4 voci dell'Osservatorio Multicanalità con quella che in qualche modo rappresenta la visione più operativa dell'approccio al tema.
Giovanni Pola, Direttore Generale di Connexia sottolinea i cambiamenti radicali che sono avvenuti a un solo anno di distanza dalle riflessioni dell'osservatorio multicanalità 2008.

Immagino aspettiate anche qui la regola dei 3 topic e non deluderò. Eccoli:

1. Siamo in una nuova fase di approccio strategico alla multicanalità. Le aziende sono più aperte, i consumatori meglio definiti, le strategie rispondono meglio alle esigenze concrete degli utenti. In questo ambito sperimentare è comunque d’obbligo.

2. All'approccio del Modello Lineare che vede in campo azioni di ADV, Paid, Search, Confronto prezzi, Promozione del sito aziendale e dell'eCommerce si affianca un Modello Reloaded, diretto al cluster di riferimento con azioni di tipo social e attività di social media marketing e internet pr volte a creare una relazione diretta con il consumatore e alla definizione di Buzz Agent e Brand Enthusiast.

3. La conoscenza reale del target multicanale e delle sue istanze può fare la differenza. Individuare gli ambasciatori del brand e misurare, seppur con metriche che vanno sempre più consolidate, il successo delle proprie campagne diventa un'esigenza fondamentale e allo stesso modo utile all'avanzamento strategico della propria comunicazione. Le Aziende diventano esse stesse media, è importante che siano capaci di fornire: qualità, frequenza, adattabilità, potenziale virale, permeabilità al contenuto di terzi.

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Osservatorio Multicanalità 2009: cosa ne pensano le aziende

Giuliano Noci, Ordinario di Marketing, Politecnico di Milano ha illustrato, durante il terzo intervento della mattinata di oggi, come l'aspetto della multicanalità è vissuto dalle Aziende Italiane. Sono 60 i responsabili marketing coinvolti nello studio e quello che ne viene fuori è un quadro abbastanza variegato.

Ripropongo il mio schema dei 3 temi portanti:

1. Il concetto di Multicanalità è percepito come importante ma ancora ci sono, all'interno delle aziende, lacune informative, poca consapevolezza dei cambiamenti e percezioni strategiche a volte molto vaghe o lontane da ciò che suggerisce il mercato reale.

2. La presenza multicanale non viaggia di pari passo con la dimensione co-creativa, con l'apertura agli individui da parte delle aziende.

3. Non ha più senso ragionare per campagna o per canale. Partendo dall'ascolto occorre procedere a ritroso: capire come i target interagisce e su quello costruire il nostro approccio. Questo porterà necessariamente al cambiamento nel communication mix.

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Osservatorio Multicanalità 2009: il consumatore del futuro

Un passo avanti e dopo aver descritto il quadro dell'utenza internet nel 2009, ecco, nella presentazione di Cetti Galante, Commercial Director di Nielsen, come questa si orienta verso il consumo ed ecco ritornare in campo i 5 cluster di consumatore su cui si è ragionato anche lo scorso anno: Esclusi, Indifferenti, Tradizionali Coinvolti, Open minded, Reloaded.

Il claim di questa edizione “Multicanalità racchiude in sé il doppio atteggiamento nei confronti della multicanalità che vede contrapposti il consumatore e le aziende. Da un lato l’orgoglio dei Reloaded, consumatori multicanale e sociali, fortemente coinvolti e interattivi nei processi di relazione con le imprese, nei blog e forum, che raggiungono quota 8,6 milioni, e degli Open Minded, consumatori multicanale più individualisti e discreti che usano tutte le fonti media per raccogliere informazioni ma non diventano parte attiva, che sfiorano gli 11,8 milioni. Dall’altro il pregiudizio, l’approccio della media delle aziende italiane che cercano di stare al passo con i nuovi trend ma non hanno ancora messo a punto strategie mirate su questi target anche per il delicato tema dell'incontrollabilità di ogni messaggio trasmesso in rete.

Interessante constatare anche qui 3 aspetti importanti:

1. Il flusso migratorio si attiva dai cluster degli Esclusi e dei Tradizionali Coinvolti (quello che identifichiamo come l'italiano medio) verso i Reloaded e gli Open Minded. Due i catalizzatori: la crisi, che impatta sulle abitudini consolidate e la rapida diffusione nella penetrazione delle tecnologie.

2. Un calo della fiducia dell'acquisto su intenet (dovuti ad alcuni casi mediatici di clonazioni e truffe che hanno fatto calare la fiducia dei consumatori) ma al contempo un forte orientamento all'utilizzo di internet per informarsi sui prodotti. Il 22% del campione intervistato cerca principalmente in rete informazioni su prodotti e servizi di interesse.

3. La crescita di 3 milioni in due anni dei consumatori Reloaded e Open Minded che è sempre meno una variabile legata all'età (anche i più anziani si avvicinano alla tecnologia). In attesa di sapere come sarà il consumatore del futuro (se più reloaded o open minded) una cosa è certa: è necessario orientare le proprie campagne di comunicazione non all'hardware, al mezzo, alla piattaforma, ma ai bisogni che il media veicola - svago, info attualità, approfondimento, adv, informazioni orientate agli acquisti, etc - che sono diversi per ciascun cluser.

Un corollario e non meno importate è costituito da altre due riflessioni: una è che la tv resta per tutte le tipologie di consumatore il media prevalente per lo svago e l'altra è la percezione totalmente negativa del messaggio pubblicitario veicolato sul telefonino: troppo invasivo.