Visualizzazione post con etichetta marketing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marketing. Mostra tutti i post
0 commenti

[FACEBOOK] Come cambia il NewsFeed. Più importanza ai Link ma non a quelli "markettari".

Sappiamo che da quasi un anno Facebook sta lavorando sui filtri del News Feed per fare in modo, nella dichiarazione d'intenti ufficiale, che i propri utenti possano ricevere solo aggiornamenti di qualità ovvero contenuti ritenuti da loro davvero interessanti. Chiaramente oltre a questo nobile obiettivo di fare da filtro anti spam questo approccio "costringe" i brand che utilizzano il social network a scopo commerciale (ormai tutti) da una parte a produrre contenuti in modo nuovo e non troppo marcatamente promozionale e dall'altra ad investire in pubblicità promuovendo i propri contenuti in modo che siano visualizzati anche quando magari non avrebbero tutte le credenziali per esserlo organicamente.

Dalla fine dello scorso anno infatti abbiamo notato come la visibilità organica dei post pubblicati sulle pagine dei brand per cui lavoriamo è diminuita, a volte in modo lieve altre volte in modo notevole fino a rendere quasi inutile il lavoro di produzione di contenuti in mancanza di budget ADV a supporto.

E' di ieri l'annuncio di ulteriori integrazioni che vanno in questo senso con l'obiettivo di arricchire di contenuti interessanti i feed e minimizzare lo spam (almeno quello organico).

Per prima cosa saranno sempre più filtrati i cosiddetti post "click-baiting" ovvero quei post che incoraggiano gli utenti a cliccare per saperne di più attraverso un testo molto accattivante ma poco esplicativo sul contenuto verso cui verranno direzionati. Un'esca appunto che fa leva in modo furbo sulla curiosità tradendo in più delle volte l'aspettativa creata.


Se io, ad esempio, rilanciassi su Facebook il post che state leggendo con un testo tipo:
"Volete sapere cosa si è inventato facebook questa volta? Cliccate qui: > Link al post" è facile pensare che molti utenti, anche quelli non interessati al mondo del social media marketing, ci clicchino incuriositi pensando di trovare chissà quale news o segreto su Facebook da carpire prima degli altri.
Fino ad oggi questi click venivano ritenuti da Facebook sinonimo di interesse verso un certo contenuto, e portavano, per questa ragione, Facebook stesso ad accrescerne la visibilità organica. Al crescere dei click il post veniva dunque mostrato all'interno di altri newsfeed a prescindere dal reale valore attribuito dagli utenti al contenuto presente nella pagina di atterraggio del link.
La prima cosa che Facebook dichiara di voler fare in futuro è quello di verificare non più solo il numero di click al link contenuto nel post ma anche il tempo di permanenza medio fuori da Facebook degli utenti che cliccano su questi link. Se mediamente questi tornano subito indietro il link verrà bollato come "esca" e il post declassato e non più visualizzato nei newsfeed.
La seconda riguarda la misurazione dei commenti, dei like e delle condivisioni di quel link. Se molti cliccano sul link ma pochi decidono poi di commentare la notizia letta o di promuoverla verso i propri amici ripostandola sarà un altro segnale che il contenuto verso cui sono stati indirizzati non è stato ritenuto interessante.

CONSIGLIO #1: postate sempre Link accompagnati da call to action esplicative, evitate toni apocalittici o misteriosi solo per avere più click se è alto il rischio che non siano in target.

Il secondo importante aggiornamento riguarda direttamente il formato dei link. Sappiamo che un link può essere richiamato in diversi modi. Attraverso l'anteprima del post ad esempio (immagine + titolo + incipit) caricata in automatico oppure può essere ricopiato all'interno della didascalia del post (vedi seconda immagine) e anzichè veicolato tramite l'anteprima con immagine titolo e incipit può essere accompagnato da un'immagine caricata ad hoc (lo si fa spesso quando si vogliono usare immagini più accattivanti di quelle presenti nella pagina di destinazione o perchè nella pagina di destinazione non ci sono immagini).

Anteprima Link (Link Format)
Link inserito come testo di didascalia della foto
Facebook ha rilevato che le persone preferiscono cliccare sulla prima tipologia di link, quelli veicolati attraverso le anteprime, piuttosto che su quelli contenuti all'interno delle didascalie di una foto. Questo probabilmente perché l'anteprima offre informazioni aggiuntive rendendo più chiaro il contenuto che attende gli utenti che decideranno di cliccare. Inoltre un formato come quello dell'anteprima rende cliccabile tutto il post anzichè solo il testo del link, fattore determinante per chi naviga da mobile e vede i post rimpiccioliti. Per questa ragione i post con il LINK-Format saranno privilegiati rispetto a quelli con link testuali in accompagnamento di foto o di post solo testuali.

CONSIGLIO #2: massimizzate la pubblicazione di link nel Link-Format cercando di scegliere testi, incipit e immagini delle pagine di destinazione nella maniera più oculata possibile. Se pubblicate il link accompagnato da un'immagine cercate quantomeno di descrivere bene l'articolo o la pagina in cui porta.

A seguito di quanto descritto in questo post la raccomandazione generale a tutti i community manager è quella di pensare sempre alla qualità della storia che si racconta e al concetto di fondo che spesso si dimentica smaniosi di mostrare al cliente numeri elevati: online vince la capacità di personalizzazione dei messaggi/contenuti e non il counter degli accessi/click. Se servono i cambiamenti del management e dell'ufficio sviluppo di Facebook per aiutarci a comunicare questo approccio qualitativo al cliente che ben vengano tutte le modifiche, in questo modo voler evitare i toni markettari che molti responsabili marketing chiedono o pretendono, non sembrerà una giustificazione legata all'incapacità di generare volumi elevati ma un approccio che rispecchia un orientamento alla qualità in atto su scala globale.


(Comunicato ufficiale Facebook di riferimento: http://newsroom.fb.com/news/2014/08/news-feed-fyi-click-baiting/)

0 commenti

10 consigli per creare una Landing Page perfetta

Le Landing Page sono uno dei più importanti strumenti di ottimizzazione delle campagne di Marketing Online.
Nella maggior parte delle campagne display o keyword che funzionano infatti dopo il click sull'annuncio l'utente non viene rimandato sull'home page del sito aziendale o in una sua sezione intermedia a cui sarebbe arrivato anche attraverso una navigazione organica bensì su una pagina costruita ad hoc: la landing page appunto o pagina di destinazione.

Queste pagine sono create appositamente con lo scopo di dare seguito alla "promessa" contenuta nell'annuncio.

Se, ad esempio, clicco sulla pubblicità che promuove un paio di calzini adatti al trekking non dovrei finire su una pagina generica che mi presenta tutti gli accessori per il trekking e non sarebbe nemmeno utile che atterrassi in una pagina con tutti i calzini possibili e immaginabili per lo sport oppure su quella in cui è presente uno solo tra i modelli e i colori disponibili.
Il top sarebbe avere una pagina di destinazione pensata per rispondere esattamente all'esigenza specifica che mi ha spinto a cliccare sul messaggio pubblicitario e che sia in grado di fornirmi ulteriori dettagli e motivazioni per convincermi che quello è il prodotto che sto cercando e che non potrei trovare di meglio.

Grazie alla capacità di personalizzare nel migliore dei modi una Landing Page è possibile accrescere le opportunità di conversione dell'interesse dell'utente in un comportamento di acquisto (monetario o meno che sia come nel caso in cui si inviti all'iscrizione ad un programma di newsletter, ad un sito o ad un servizio).

Ma cosa vuol dire "personalizzare nel migliore dei modi"?
Ecco 7 consigli utili per una landing professionale:

1. Una langing page è composta da una sola pagina  
La pagina in cui arriva l'utente non dovrebbe contenere menù e sotto sezioni (a meno che non funga da vero e proprio mini sito in mancanza di siti online di approdondimento). Offrire la possibilità di una navigazione articolata distrarrebbe l'utente da quello che è il motivo per cui è arrivato li allontanandolo dalla sua possibile scelta di acquisto/iscrizione. Al centro di tutto ci deve esserci sempre la vostra call-to-action che dovrebbe essere la principale (a volte l'unica) opzione cliccabile della pagina.

2. Pensate bene al layout e disegnatene diversi

Non esistono layout standard ma è importante tenere sempre a mente l'utilità di alcuni elementi.
A livello grafico è utile che l'utente capisca attraverso un'immagine (o il fotogramma d'anteprima di un video come nell'esempio sopra) qual è il mood della vostra proposta/azienda/prodotto. Per i famosi calzini da trekking userete magari l'immagine in primo piano di uno scarpone da cui fuoriescono i calzini indossati da uno scalatore con le montagne sullo sfondo.
L'headline/titolo dovrà accompagnare questa immagine in modo testuale richiamando quanto scritto nell'annuncio cliccato in precedenza così da confermare all'utente in modo inequivocabile quello di cui si parla. Non dimenticate però la creatività, in una landing page è possibile pensare al titolo in modo originale, con un gioco di parole, o  con ironia al contrario di quanto fareste negli annunci di testo che devono essere più didascalici possibili.
A questo punto è importante offrire all'utente le ragioni per cui avrebbe senso compiere l'azione. Utilizzate un breve testo didascalico e chiaro e posizionate i plus principali in un formato punto elenco affinchè restino maggiormente impressi nella mente dell'utente e abbiano ciascuno l'importanza che merita senza rischiare di confondersi da una lettura veloce.
Una volta illustrate le caratteristiche salienti e spiegati i motivi per compiere l'azione l'utente è pronto per compierla: invitatelo attraverso una Call-to-action e il relativo pulsante messo bene in evidenza.
Chiaramente nel caso della richiesta di dati (es. iscriviti alla nostra newsletter) il pulsante dovrà essere compreso in un form con i campi dei dati (es. nome/cognome/mail/Città).

Sarebbe ideale impaginare tutti questi elementi in modo che a prescindere dalla risoluzione del pc con cui verrà aperta la pagina siano visibili senza necessità di scroll. La maggior parte dei visitatori di una landing si ferma infatti in quella porzione di pagina prima di decidere se cliccare sul pulsante o uscire dalla pagina. Chi scorre ulteriorimente verso il fondo della pagina lo fa spesso anche perchè in cerca di ulteriori informazioni, ecco perchè è utile pensare di mettere li due ulteriori blocchi. Il primo è quello delle "referenze". In questo spazio possiamo utilizzare ogni citazione, case history, recensione utile a convincere gli utenti che il nostro prodotto è stato apprezzato da altri utenti, personaggi famosi (magari testimonial se ci sono), media specializzati, etc... In alternativa o aggiunta a questo tipo di contenuti è auspicabile l'utilizzo di badge che richiamino i concetti di sicurezza, affidabilità, qualità, certificazione del servizio/prodotto offerto in modo da fugare i dubbi consci e inconsci degli utenti online ovvero che dietro ad una proposta commerciale ci siano trucchi, tranelli, servizi supplementari e fregature di vario genere.  Il secondo blocco che può essere utile inserire riguarda il rimando ad eventuali approfondimenti esterni considerando e ponderando bene la rilevanza che questo debba avere perchè da una parte può sviare gli utenti dalla call to action e dall'altra però può aiutare a non perdere chi è ancora dubbioso sull'effettivo vantaggio dell'azione proposta. In questo caso un link di rimando al sito ufficiale del marchio in modo da verificare tematiche e dubbi non chiariti nella landing e/o l'indicazione di un numero di telefono o di una mail di contatto diretto del servizio consumatori potrebbero essere strategici.
In generale all'inizio di una campagna considerate sempre utile la possibilità di testare due o più layout (con più e meno elementi, con più o meno testo, con immagini diversi) in modo da tenere nel corso della stessa quello che risulta convertire meglio.

3. Scegliete i colori giusti.
Ogni brand testa e scegliere i più appropriati per il proprio settore e i propri messaggi. Anche se ogni colore può destare sentimenti differenti in persone diverse e con un'intensità altrettanto variabile è bene tenere in considerazione alcune associazioni che valgono per la maggior parte delle persone.
Il giallo ad esempio può richiamare felicità (pensate solo all'immagine dello smile), il rosso può essere associato al concetto di urgenza (pericolo ma anche offerta limitata, necessità di attenzione), il verde è legato a concetti di fiducia, freschezza, naturalezza, via libera (spesso usato come colore dei pulsanti d'acquisto), il Blu (anche questo utilizzato per i pulsanti) comunica sicurezza grazie alla sua capacità di rilassare chi lo guarda, l'Arancione è associato a concetti di creatività, brio, ambizione ma anche equilibrio e saggezza (un colore altamente positivo). Bianco o Grigio, con la loro delicatezza sono appropriati come colore per lo sfondo.
In generale è utile evitare troppi colori nella stessa pagina, sceglietene due o tre ben armonizzati tra loro.

4. L'immagine è la prima cosa che i vostri utenti percepiranno 
Utilizzare l'immagine giusta significa influenzare in modo positivo l'umore degli utenti che atterrano nella vostra landing page e renderlo coerente con i messaggi che volete veicolare. E' così che comunicate la vostra personalità cosa che non potrete fare altrettanto efficacemente nei brevi testi di contorno. L'immagine può anche creare empatia, ad esempio mostrando il prodotto/servizio nell'effettivo momento di utilizzo. In questo caso scegliete un'immagine che sia a metà strada tra l'autenticità del contesto (non troppo posata e finta) e la qualità professionale (non utilizzate un'immagine scattata in modo amatoriale con un cellulare solo perchè rende l'idea di vita reale).
Alternativa altrettanto efficace alle fotografie sono le illustrazioni attraverso cui si riesce a rendere più leggera, originale (se disegnata ad hoc) e a volte simpatica la pagina (pensate al formato vignetta).

5. Un Video può convertire molto di più
La presenza di un video all'interno della pagina può aumentare la conversione fino all'86%. Produrene uno per veicolare al meglio im messaggio è chiaramente costoso per cui non sempre è possibile farlo sopratutto se quel costo rischia di erodere l'acquisto di spazio media per veicolare gli annunci. E' utile scegliere questa opzione soprattutto quando il prodotto o servizio promosso è particolarmente complesso e ha bisogno di una spiegazione più estesa di poche righe di didascalia. Non per questo però il video dovrà essere troppo lungo e complicato. Un buon spot non spiega lungamente come usare qualcosa ma piuttosto dice in breve quanto è facile farlo, risponde alla domanda che ogni utente si pone: come migliorerà la mia vita grazie a questo prodotto/servizio?

6. Il Copy appropriato aiuta a vendere 
Se l'immagine giusta parla all'istinto dell'utente, il copy appropriato fa da ponte accompagnando l'utente verso la descrizione testuale successiva che parla alla parte più razionale. Naturalmente non è semplicissimo inventare e scegliere l'headline migliore. E' importante pensare alle emozioni che si vuole toccare e al tempo stesso al motivo principale che ha spinto l'utente in quella pagina. Il copy parla di loro, gli utenti, non di te. I calzini da trekking verranno introdotti come "La tua scalata con il massimo confort" piuttosto che "i migliori calzini in commercio", messaggio che verrà poi comunque comunicato ma magari nel testo descrittivo.

7. La call to action è l'elemento più importante
L'invito all'azione dice all'utente cosa fare per ottenere il vantaggio offerto. In due parole vi giocate tutto per cui sceglitele bene utilizzando quelle più adatte a descrivere quello che accadrà a seguito del click. Ecco qualche esempio:

  • Iscriviti alla community
  • Acquista ora
  • Richiedi l'omaggio
  • Scarica l'ebook
  • Dona ora
  • Scarica il coupon
  • Iscriviti alla newsletter
Sarebbe dannoso utilizzare testi più lunghi nelle CTA a meno che non si voglia comunicare un ulteriore vantaggio importante agli utenti come ad esempio: 
  • Iscriviti subito per te 5 euro di sconto
  • Ordina oggi, la spedizione è in omaggio

8. I Form devono essere semplici 
Creare form di iscrizione con mille campi significa porre una barriera in più verso gli utenti indecisi. Di fatto gli si comunica che avranno bisogno di molto tempo per ottenere qualcosa di cui magari non sono nemmeno così conviti e ulteriore elemento negativo si invade la loro privacy più del necessario. Il form ideale richiederà di inserire il solo l'indirizzo mail. Partendo da questo assunto l'inserimento di ulteriori elementi come: nome e cognome, user name, password, data di nascita, numero di telefono, città e indirizzo di residenza, etc.. è da valutarsi in base alle reali necessità del proprio business. Pensate sempre se vi interessa massimizzare il vostro database oppure ottenere subito dati di dettaglio che potreste richiedere magari in un secondo momento.  

9. Le referenze social rafforzano la fiducia 
Utilizzare nomi, foto, rimando a blog o a profili twitter di persone che parlando bene del vostro prodotto/servizio accresce l'affidabilità delle vostre parole e della vostra proposta. L'utente penserà: "Se altri si sono affidati a loro allora posso farlo anch'io". In altro modo acquisire credibilità è comunicare (aggiornandolo nel tempo) il numero di clienti che si sono già affidati a voi, es.: "più di 10 mila persone hanno già acquistato sul nostro e-shop".

10. Responsive design per parlare con tutti
Sappiamo quanto sia cresciuta la navigazione mobile nell'ultimo anno sia tra le fasce giovani (che accedono a internet da cellulare) che per quelle più adulte (che ci arrivano sempre più spesso da tablet).
Per questo ogni landing page deve essere progettata in modo responsive per comunicare in modo altrettanto efficace i propri contenuti su qualsiasi dispositivo e sia che sia aperta in modalità portrait (in verticale) che landscape. Questo dettaglio, se trascurato, potrebbe costarvi tutto il lavoro dei 9 punti precedenti.


Bonus Track
Come in tutte le attività di marketing digitale non esiste la ricetta per la perfezione, occorre creatività, bisogna provare, cambiare in corsa e sopratutto, quello che consiglio sempre, effettuare uno scouting continuo per lasciarsi ispirare. Per questa ragione chiudo con qualche esempio e vi invito a crearvi una cartella con landing page in cui vi imbattete cercando online i prodotti dei brand più famosi.

 

0 commenti

[eCommerce] 9 cose da ricordare dopo l'eCommerce Forum Netcomm 2014

Da qualche anno non posso fare a meno dell'eCommerce Forum. Ecco l'ho detto. Nella marea di eventi di settore che spesso risultano a basso valore aggiunto e poco stimolanti questo evento / fiera / conferenza un po' per il focus molto concreto sul tema del commercio elettronico un po' per il programma di sessioni e workshop denso con interventi in parallelo offre una grande opportunità di conoscenza.

E così a poche ore dall'eCommerce Forum 2014, ecco una sintesi per punti di quanto condiviso durante i tanti interventi.

  • L'eCommerce cresce
    In generale gli spunti emersi descrivono un mercato in grande crescita (uno dei pochi) per un valore previsto di 13,2 miliardi di euro nel 2014 e un +17% rispetto allo scorso anno. Omogenea la distribuzione geografica in tutta Italia mentre concentrata sulle fasce giovani quella per età. 
  • Online non si vende più solo turismo
    In un contesto originariamente dominato dalla vendita del settore Turismo (essenzialmente biglietteria aerea e ferroviaria) piano piano gli altri settori con in testa l'abbigliamento erodono quote della torta totale con tassi di crescita importanti. L'online store non è più solo un add on ma per qualche brand inizia a diventare interessante dal punto di vista dei volumi.
  • Nuovi fornitori e nuovi servizi
    Il mercato si fa più maturo e sono ormai diversi i fornitori di servizi digitali, piattaforme ecommerce chiavi in mano e fisici. Tra le novità sentiremo sempre più parlare dei Locker, i mega armadietti/cassettiere interattivi dislocati in punti strategici di ogni quartiere utili alla consegna e al ritiro 24/7 dei propri acquisti online. Un importante nuovo luogo di distribuzione e touch point con il cliente.
  • L'importanza della navigazione Mobile
    Alcune aziende come Groupon e Groupalia realizzano metà o addirittura più della metà delle proprie vendite tramite app mobile, un grande vantaggio anche per la fidelizzazione del cliente.

  • La trasversalità del Mobile nel processo d'acquisto
    Il cellulare e le app non devono necessariamente essere il luogo ultimo di acquisto ma possono aiutare l'utente in store e in altri momenti della propria decisione/gestione/personalizzazione della spesa.

  • L'importanza della UX nel processo di acquisto
    Tema non nuovo, quello del miglioramento della User Experience, che nell'ultimo anno si è fatto più importante registrando diversi restyling e interventi nei principali e-commerce internazionali. Una chiave competitiva in un mercato con utenti sempre più esigenti e player che in diversi casi arrancano a star dietro ai cambiamenti.

  • Personalizzazione e Social
    Ce lo ripetiamo da tempo ma il vero vantaggio nell'uso di piattaforme social in momenti di pre-vendita, vendita, post-vendita sta nella possibilità di raggiungere l'utente in maniera iper-personalizzata con proposte commerciali ma anche con contenuti di intrattenimento pensati su misura.

  • Internazionalizzazione
    Un passo determinante per qualsiasi eCommerce italiano. I dati mostrano come all'estero ci siano le vere opportunità per il made in italy, sia perchè molto valorizzato e attrattivo sia perchè in generale ci sono mercati più evoluti con valori maggiori di acquirenti online. Fondamentale su questo fronte studiare e saper affrontare le barriere all'ingresso di ciascun mercato, dalla legislazione alla lingua passando per la cultura di ciascun paese.

  • Omnichannel Experience
    Ogni brand deve pianificare la sua strategia accertandosi di fornire all'utente un percorso e punti di contatto omnicanale in grado di estendere la sua esperienza oltre il prodotto con Informazioni, intrattenimento, supporto aggiuntivo, vantaggi personalizzati, momenti di gamification  (la case history GameStop da un'idea di tutti i punti di contatto di un brand evoluto).


Se avete voglia di approfondire vi invito a scorrere i 50 tweet che ho raccolto in Storify, un po' di suggestioni in pillole. https://storify.com/vinsneil/ecommerceforum-2014 e a dare un'occhiata agli Atti dell'evento che nei prossimi giorni appariranno online sul sito ufficiale.

0 commenti

[TREND] Il Marketing Digitale del Buon Compleanno

Oggi compio gli anni. Auguri, dirà qualcuno. Si, qualcuno. E oggi quel qualcuno cresce sempre più di numero fino a diventare molti, moltissimi. Abbiamo amici che nemmeno ricordiamo di aver accetato in Facebook che ci fanno auguri grazie alle segnalazioni ma quello che si può definire il Birthday Digital Marketing ha fatto un ulteriore passo avanti mostrando le potenzialità di un tema che ha due grandi vantaggi: riguarda necessariamente tutti e per definizione attira l'attenzione dei destinatari dell'augurio (tutti vogliamo sapere chi ci fa gli auguri e come ce li fa).

Oggi copio gli anni, dicevo e appena apro il mio browser per cercare l'indirizzo del ristorante in cui festeggerò con gli amici ecco che Google mi fa gli Auguri con un Doodle Personalizzato:

Doodle di Buon Compleanno di Google
Poi decido di dare un'occhiata alle mia caselle di posta e in una trovo gli auguri della mia Assicurazione Online, Genialloyd, che mi regala anche un paio di coupon sconto da spendere nei suoi servizi entro un mese o da regalare a qualcuno... (a proposito... io li regalo al primo di voi che vuole copiarsi il codice).

Newsletter Auguri Genialloyd

Nell'altra mailbox invece c'è il mitico Mulino Bianco che in linea con il trend delle etichette personalizzate mi fa gli auguri con tanti "abbracci"e in più mi chiede di "scoprire il mio regalo...". E non vi dico cos'è questa volta. Così anche voi, come ho fatto io andrete a scoprirlo sul loro sito aumentando gli accessi e la percezione del brand.

Auguri del Mulino Bianco

Insomma, il Birthday Digital Marketing è una realtà. Ancora non so quanto sia diffusa nelle strategie aziendali di Digital Email Marketing e Social Media Marketing e non so quanto, allo stesso tempo, "converta" in termini ci contatti, acquisti, etc. Ad ogni modo una cosa è certa: oggi ho fatto caso più del solito a tre marchi di cui è vero che sono già cliente ma di cui normalmente non leggo le comunicazioni commerciali o su cui non mi soffermo particolarmente.

E Tanti Auguri... Dirà qualcuno.
Vado, l'astice mi aspetta.

0 commenti

[SOCIAL CONTENT] Gli "How to", Snapguide e il nuovo canale Helpouts di Google

In un recente post dal titolo [SOCIAL VISUAL] Come usare la creatività per produrre 730 post all'anno ho iniziato ad approfondire il concetto secondo cui la prima azione da fare per decidere cosa pubblicare contenuti sui social network (facebook su tutti) è quella di definire una serie di categorie tematiche. In quel post la prima suggerita, forse la più semplice è legata ai post di "saluti e auguri" in cui si accompagna l'utente con immagini coerenti con il mood del brand durante lo scorrere del tempo augurandogli buon lavoro, buon week-end, etc.

Un'altra categoria che può far parte delle nostre pubblicazioni social è certamente quella di maggior valore contenutistico e maggiore utilità dei cosiddetti "HOW TO".  Riuscire, tramite video o foto a creare dei tutorial significa posizionarsi per alcuni temi in qualità di esperto e, in modo più concreto, aiutare tutti gli utenti che ne hanno bisogno a risolvere piccoli e grandi questioni legate all'utilizzo di un prodotto, un servizio o alla realizzazione di qualcosa di nuovo per loro.

Ogni settore ha le sue specifiche esigenze. Se parliamo di prodotti di moda/abbigliamento gli "how to" potrebbero spiegare come rattoppare in modo creativo un vestito consumato, come abbinare due capi d'abbigliamento, come scegliere un abito da cerimonia in base alle proprie caratteristiche fisiche, etc..
Se parliamo di strumenti musicali l'"how to" potrebbe banalmente insegnare a suonarli o spiegare come accordarli o cosa valutare in fase di acquisto per scegliere il migliore.
Se andiamo nella galassia food, manco a dirlo, le ricette la fanno da padrone ma si potrebbe pensare di descrivere anche come realizzare una decorazione che valorizzi i nostri piatti o raccontare come scegliere gli ingredienti in base al tipo di pasto che si vuole cucinare. Infine anche dal mondo dei servizi possono arrivare infinite richieste su come utilizzare ad esempio un tool per fare un preventivo online di una compagnia assicurativa o su come scegliere la banca migliore per il proprio mutuo in base ai vari parametri e variabili presenti sul mercato.

Insomma gli esempi sono infiniti. Sta alla singola azienda riuscire a trovare la declinazione migliore nel proprio settore per produrre gli How to più utili per i propri clienti e prospect.  Per fare ciò è necessario effettuare un'analisi preliminare delle principali richieste di informazione da parte degli utenti, sia quelle dirette (es. domande pervenute dagli utenti durante i loro contatti al call center aziendale) che quelle indirette (es. principali ricerche effettuate online o domande presenti nei social network di Q&A come Yahoo Answers o Quora).

Una volta tracciate le esigenze legate al proprio ambito di competenza il resto lo fa la capacità di produrre a costo ridotto (non dimentichiamolo) mini-video o collage fotografici in grado di descrivere i processi in modo da aiutare gli utenti ad ampliare le proprie conoscenze.

SNAPGUIDE

In merito agli how to si stanno creando veri e propri mondi specializzati in cui vengono raccolti tutorial multitematici. Ad oggi uno dei più conosciuti è Snapguide, un sito che in modo molto semplice e intuitivo propone una serie di tutorial (composti da foto, testo e/o video) fruibili anche tramite un'app mobile e creati sia da normali utenti che da aziende. Una buonissima fonte di ispirazione se vi state chiedendo come strutturare una mini-guida.


GOOGLE HELPOUTS

Su questa scia e con lo scopo di integrarsi al meglio nella grande galassia Google la grande G ha lanciato da qualche settimana il servizio Helpouts, una repository molto simile a Snapgiude che in più si posiziona come vero e proprio marketplace di servizi tutorial in diretta. Questi possono essere offerti gratis o a pagamento (con un costo totale o a minutaggio) a discrezione degli utenti e hanno tutte le potenzialità, grazie proprio al collegamento live basato su Hangout (altra tecnologia Google) di diventare un vero e proprio servizio personalizzato sulla base delle esigenze specifiche degli utenti connessi.

Non manca la componente Social con la possibilità di commentare e votare i tutorial e dunque di definire la capacità di chi li ha offerti in modo da far evolvere in crescendo la qualità dei contenuti presenti.
Molto semplice la grafica, in perfetto stile Google, e la possibilità di navigare per temi o per ricerca libera. Saltano all'occhio da subito i tutorial associati ad alcuni Brand come Sephora che si confermano all'avanguardia dal punto di vista digital proponendo fin dall'alba di questo nuovo canale tutorial sul mondo del make-up. Clio e socie sono avvisate... Il mondo dei tutorial fa passi avanti e non basta più solo un canale You Tube per avere successo, il real time e l'interazione immediata è l'ultima frontiera di questo formato. Stiamo a vedere... ma soprattutto iniziamo a far vedere cosa sappiamo fare. 


0 commenti

[Case History] Corona Summer: come valorizzare il Brand con attività multicanale. Prodotto, sponsorizzazioni, social, contest e e-commerce convivono.

Di recente con il mio team di lavoro ci siamo trovati a ragionare sulla necessità di valorizzare online iniziative di brand nate e pensate per vivere sul piano fisico.
Lasciando perdere i ragionamenti teorici sul SoLoMo (Social, Local e Mobile) e ogni pippone articolato sul tema ci tengo a fare una considerazione importante ovvero che non è più produttivo (da tempo) pensare alle attività digital come qualcosa che sia a supporto di qualcos'altro. Non lo dico per reclamare dignità e valore sul digital ma semplicemente perchè solo se si pensa a un progetto in maniera multicanale fin dall'inizio ogni pezzo di esso potrà restituire il massimo del valore possibile.

VALORIZZARE I SUMMER TOUR
Molti brand nel periodo estivo ideano o sponsorizzano progetti itineranti per il paese con stampo più o meno pubblicitario. Pensate a iniziative di Sampling di prodotto sulle spiagge durante il giorno piuttosto che a momenti di intrattenimento con Dj Set all'interno dei locali all'ora dell'aperitivo o, a sera, a tour musicali di grandi artisti in cui campeggiano ovunque cartelloni e stand del marchio.

Fin qui niente di strano, avviene da anni e la formula dell'iniziativa stagionale sembra essere immortale. Oggi è però importante riuscire a slegarsi dalla ricetta: "sponsorizzo il tour di un cantante e poi ci faccio anche i banner online o lo riposto sulla mia pagina Facebook".
Oggi occorre iniziare fin da subito a progettare tutto mettendo sul tavolo le necessità e le formule top che ciascun canale offre per poi solo in seguito adattare la formula e i contenuti del progetto a seconda dei requisiti richiesti.

Un Esempio da imitare arriva da Corona che negli Stati Uniti ha promosso il classico Summer Tour sposando l'impostazione per cui ogni pezzo ha vita propria e una specifica identità ma vive in modo coerente con tutto il resto.
Il progetto si chiama in modo molto immediato (banale ma efficace): CORONA SUMMER

LA CALL TO ACTION EMPATICA
Si parte con la call to action contenuta all'interno di un banner molto poco commerciale e che richiama immediatamente l'atmosfera "social" a cui gli utenti sono abituati. Il banner animato mostra un album che si sfoglia da solo e contiene foto di ragazzi in contesti tipicamente estivi (parco, giochi tra amici, concerti, etc). La richiesta è semplice: condividi la tua foto estiva e potresti diventare protagonista della nostra campagna pubblicitaria. Dunque: un contenuto che tutti hanno (tutti gli appartenenti al target dell'iniziativa), molto semplice (non chiede di interpretare nessun particolare tema) e che fa leva sull'edonismo generazionale (chi non avrebbe voglia di apparire ed essere riconosciuto in una campagna pubblicitaria con il solo sforzo di inviare una foto?)


NEL SITO SI SCOPRE UN MODO NUOVO
Cliccando sul banner si arriva in un sito in cui la call to action originaria esplode mostrando un modo fatto di infiniti altri mondi in grado di attrarre e coinvolgere l'utente ben oltre i secondi necessari a inviare la foto e offrendo quella che si direbbe una vera e propria esperienza di brand.


Oltre al concorso fotografico con generazione di UGC ci sono:

  • un'instant win con codici presenti sui pack (per cui: "divertiti si ma se vuoi vincere altri premi consuma anche il prodotto")
  • Partner Virali nonchè considerati cool dal target come Buzz Feed e Rolling Stone ... che rilanciano l'iniziativa e producono contenuto in target all'interno dei loro canali
  • una Web Radio Sponsorizzata che parte in automatico per intrattenere i visitatori al sito
  • il rilancio del tour musicale di Kenny Chesney sponsorizzato da Corona.
  • il rilancio dello store online in cui sono presenti gadget e prodotti veri come il refrigeratore da spiaggia (altra componente direttamente commerciale)



IL DESIGN E LA USER EXPERIENCE
I più geek avranno anche notato quanto lo stile grafico del sito richiami fortemente il mondo delle flipboard nonchè di Windows 8, altro linguaggio, quello di user experience, congeniale al pubblico di riferimento.

A qualcuno sembrerà tutto molto semplice, eppure non lo è. Lo stesso progetto, nato in maniera classica, che poi è l'approccio della maggior parte dei marchi, avrebbe portato ad esempio a sponsorizzare il concerto del cantante country-rock e ad attaccarci Banner a tema, Instant Win (probabilmente dei biglietti del concerto) e nel caso migliori i brani in download trasformando l'artista nel testimonial del marchio. In questo modo invece sono l'estate e il divertimento (temi ben più ampi) i veri protagonisti e la differenziazione di micro iniziative concorre ad abbassare il tasso di rimbalzo di utenti dall'iniziativa. Per dirla in maniera cruda: il responsabile sponsorizzazioni ed eventi e quello del marketing digitale si sono messi insieme e hanno coinvolto nella stessa stanza anche il marketing di prodotto/canale per quanto riguarda la questione dei codici sui pack (cosa non banale) e il responsabile dell'e-commerce. Quello che ne è venuta fuori è una case history da cui trarre insegnamento.

Che ne pensate?

0 commenti

[VIRAL] I Banner che si Sniffano - powered by Old Spice

Old Spice, il marchio di deodoranti e saponi più viral che c'è (il marchio, non i deodoranti), ne ha messa a segno un'altra delle sue.. O meglio, ci sta provando visto che ancora non si conoscono i risultati di questa operazione.

Dopo la serie di mitici spot degli anni passati:
... Condivido questo da 45 milioni di view ma ce ne sono una marea sul canale You Tube Old Spice


e i più recenti video musicali interattivi Old Spice Muscle Music

Old Spice Muscle Music from Terry Crews on Vimeo.

Arrivano "i banner sniffabili" per sentire il profumo di Internet... Come?
In questi casi si dice: è semplice. Cliccate sul pulsante per annusare e, evitando di farvi scoprire con il naso attaccato allo schermo, finirete su un form di registrazione. Compilatelo e riceverete a casa quanto promesso, o quasi.. perchè insieme al campioncino di profumo formato banner probabilmente arriveranno anche camionate di annunci pubblicitari, coupon, newsletter, etc..


Cosa c'è di nuovo? Nulla, forse, ma bisogna ammettere che ci vuole una certa dose di creatività per rendere originale un'azione di marketing "Old" molto più delle spezie di questa marca. E in questo caso loro si dimostrano un caso di studio. Sarebbe belle vedere cosa ricevono gli utenti a casa e se ci sia qualcos'altro di originale in quest'esperienza iniziata con una grande promessa online, peccato sia dedicata al mercato americano (chiederò a qualche amico d'oltreoceano di sniffare il banner per me). Ad ogni modo potete stare certi che prima o poi qualcuno dei noti marchi che distribuiscono in Italia imiterà, si spera con stile, questa operazione. 

0 commenti

[CHRISTMAS MARKETING] Analizzare i Trend dello Shopping Natalizio per pianificare le proprie campagne

Inizia novembre e oltre alla festa di Halloween, alle castagne al forno e alla caduta dei capelli ci troviamo come ogni anno ad affrontare il grande quesito: I REGALI DI NATALE.
Se da una parte, da consumatore, ognuno percorre le strade più o meno elaborate o precise per arrivare alla scelta dei regali da fare, dall'altra, da professionisti del marketing, si cerca di rendere la strada meno improvvisata possibile.

Parlo chiaramente di programmare al meglio il timing e le percentuali di spesa per settimana delle proprie campagne sia Online che Offline. Anche se in questo caso i dati sono riferiti al mercato statunitense ecco un'indicazione iniziale (spero di trovarne altre) che ho trovato molto utile per decidere come allocare il budget a disposizione. 

Nei primi dati vediamo la distribuzione basata sulle risposte alla domanda "Quando inizia lo shopping natalizio?". Il picco evidente è nel mese di Novembre per cui la prima indicazione sicuramente è quella di farsi trovare durante il mese. E fin qua... tutto come previsto. Risulta meno banale il fatto che gli Early Bird Shopper, coloro che per primi approcciono lo shopping per le vacanze, appaiano numerosi nel mese di Ottobre (22,1% secondi i dati BIGinsight).

Secondo i dati  LivePerson addirittura il 29%, più di un quarto degli Shoppers, pianifica i suoi regali ancora prima di Ottobre.

A completare coerentemente il quadro ci sono i dati che mostrano la ripartizione delle campagne di marketing dei Retailer Online statunitensi. La maggior parte dei lanci avviene verso la fine di Ottobre ma c'è ben il 38,5% che occupa il periodo precedente. Se andiamo indietro di qualche anno la percentuale di venditori online che iniziavano le proprie campagne prima della fine di ottobre arrivava al 40,3% (dato 2009).
Insomma sembrerebbe non essere (quasi) mai troppo presto per far partire alcune iniziative con la keyword "Natale" a fare da driver. Chiaramente mai esagerare e per avere una controprova ha senso consultare i dati sulle ricerche, questa volta Italiane, su combinazioni di parole come: "idee regali natale". Le indicazioni del 2011 in questo caso coincidono con il timing dei lanci che abbiamo visto precedentemente un po' meno con le indicazioni generali viste in apertura di post in cui diversi utenti sembrano partire nella loro ricerca addirittura a settembre. 
Sembra logico concludere che nonostante ci sia una mobilitazione generale già prima della seconda metà di ottobre per quanto riguarda le campagne che muovono i propri passi esclusivamente online non valga la pena disperdere una percentuale eccessiva prima dell'inizio di Novembre. Addirittura i dati italiani suggeriscono di attivare la spinta maggiore solo dopo la prima settimana di novembre. Non fatevi dunque prendere dall'ansia da risultato, è importante essere competitivi nel periodo in cui si concentrano sia la domanda che l'esigenza di acquisto. Farsi trovare prima potrebbe essere più semplice ma magari inutile ai fini dell'acquisto (avendo tempi larghi molti inizieranno a informarsi con l'intenzione di confrontare con calma prezzi e prodotto) e sicuramente i volumi prodotti sarebbero esigui rispetto all'investimento.
Di seguito la classifica ComScore con l'andamento delle vendite degli ultimi 5 anni nelle 8 settimane prima di natale (più quella successiva). Valutate voi a questo punto come dividere in modo sensato il vostro investimento.
Mettendo insieme i pezzi personalmente consiglierei di:

  • iniziare le campagne promozionali online dedicate la natale tra il 28 Ottobre e il 2 Novembre
  • distribuire in maniera equa fino al 14 novembre (15 giorni) il 15% del budget disponibile
  • dal 14 novembre fino alla prima decina di dicembre (25 giorni) spendere il 40% della cifra stanziata
  • tenervi un buon 40% del budget da esplodere tra l'11 e il 20 Dicembre (10 Giorni).
  • spendere il restante 5% tra il 21 e il 26 (7 giorni)
AVVERTENZE: Naturalmente state attenti a valutare questi consigli adattandoli al vostro business. Se vendete viaggi non sarebbe consigliata la stessa concentrazione che se commercializzate lettori mp3 o piccola oggettistica  da regalo. Stesso discorso per chi vuole portare utenti in un negozio fisico (e può farlo fino al giorno di natale) rispetto che su un e-commerce in caso si commercializzino prodotti fisici bisognerà considerare i tempi di consegna della merce come vincolo all'acquisto. In quest'ultimo caso il consiglio è: organizzatevi per fornire la consegna garantita in 24h (magari pagando una piccola sovrattassa) che vi permetterebbe di spingere il vostro business fino al giorno di natale facendoci una campagna che sottolinea questo aspetto. Sareste una manna dal cielo per tutti il LastMinute Buyer.


Chiudo con una nota "stonata" sui risultati da attendersi in termini di vendite nel 2012. Beh, in tempo di crisi, sembrano essere al ribasso rispetto all'anno scorso. Forse proprio per questo è bene non sperperare il budget destinato alla promozione: PIANIFICATE.

0 commenti

[How To] Lezioni di Start-up: Voler ascoltare

Questo mese sono un po' latitante, sarà per la famosa "colonnina di mercurio" schizzata alle stelle? Non lo so. Cercando di sfruttare il mio recente Home Office al meglio provo a mettermi in mezzo alle correnti d'aria e a ragionare su alcune delle cose che ultimamente mi coinvolgono in maniera diretta come cliente di me stesso.
Qualcuno sa che oltre all'attività di consulenza di Digital Marketing, negli ultimi mesi mi sto dedicando alla creazione di una start-up, Ortomanager, che unisce mondo dell'agricoltura e web e che dovrebbe vedere a breve la luce.
Naturalmente (chi ci è passato lo sa) per creare un qualunque sistema che funzioni le variabili pratiche da considerare sono cento volte di più di quelle che ci si immagina al termine della fase di progettazione. Fornitori, network di contatti, consulenti, dipendenti, partnership per la promozione e clienti finali... una rete assurda di teste pensanti da mettere insieme, convincere, sposare e sopratutto, s-o-p-r-a-t-t-u-t-t-o: ascoltare.

Già perchè ogni idea che a caldo ci sembra geniale deve confrontarsi con una molteplicità di elementi imprevisti e forse imprevedibili e fare in modo di incastargli al meglio.
Spesso pensiamo che sia la capacità Analitica a dover risolvere gli enigmi di mappatura del contesto in cui ci muoveremo, a fare da guida. E' così, certo, ma da soli i dati di mercato non bastano. Non bastano le statistiche, le infografiche gli studi di settore lungi 50 o 100 pagine e nemmeno la partecipazione agli eventi più grandi dove i guru indicano la via e altre start-up mostrano i passi compiuti per arrivare al successo.

Insomma, se vuoi mettere in piedi una start-up che permetta agli utenti di coltivare a distanza un orto di prodotti tipici (come nel mio caso) non è sufficiente aver studiato per mesi il sistema di competitor, la crescita della domanda di questo servizio o dei trend sul mondo dell'agricoltura e del Green. Non basta aver compreso i tempi per la gestione della domanda e degli acquisti e nemmeno aver ottimizzato con mille interventi front-end e back-end della piattaforma online. Se vuoi mettere insieme una start-up di questo tipo devi andare a parlare con i contadini, con i trasformatori e con tutti quelli attori che fanno parte del processo recependone, spoglio da ogni elemento di orgoglio, i punti di vista che forse hanno poco a che fare con il marketing e i business plan ma che, proprio per questo, forniscono il pezzo necessario al completamento del tuo percorso.

Ascoltare come se non si conoscesse nulla, è questo l'esercizio da fare. Abbattere le proprie convinzioni per provare a cogliere quelle sfumature che nessuna Analisi classica e scientifica può darci. Questo pezzo può fare una differenza incredibile.

(Van Gogh - Farmers at work)

0 commenti

[STRATEGIE] Internet e Outernet, il Marketing Digitale spiegato a mia nonna

Negli ultimi tempi mi è capitato di dialogare con diverse realtà aziendali al loro primo approccio con l'universo apparentemente complesso del marketing digitale.

In questi casi per spiegare dinamiche, linguaggi, luoghi e obiettivi di ogni nodo della rete in cui propongo di agire, faccio riferimento al contesto corrispettivo nel mondo reale. 
L'obiettivo principale di questo paragone è quello di partire da un universo conosciuto per passare un messaggio chiaro e spesso "snobbato" dai mostri sacri della strategia digitale e cioè che: quando parliamo di Internet e di utenti web non parliamo di un altro pianeta e di altri popoli ma più che altro di uno strumento nuovo usato in un mondo che conosciamo bene. Con questo paradigma bisogna sforzarsi di spiegare ogni attività proposta e dall'altra parte, il cliente deve cercare di interpretarla.

I navigatori non sono extraterrestri. Cambiano i tempi di fruizione, le potenzialità di multitasking, le strade che collegano un luogo agli altri ma fondamentalmente ogni scelta, degli utenti e delle aziende, deve essere interpretata senza la tentazione di volter strafare solo perchè il contesto e le novità ci permettono di disegnare mappe altamente creative. Partire dal mondo reale e cercare di interpretarlo in base alle variabili presenti con il digital è un fattore vincente ogni volta che cerchiamo di raggiungere destinatari alle prime esperienze

Spieghiamo il Digital come se stessimo parlando con nostra nonna, facciamolo più spesso con noi stessi sopratutto. Quando il caos virtuale aumenta in modo incontrollabile proviamo a guardare tutto da una prospettiva reale. Vi assicuro che aiuta.


0 commenti

La consulenza e la matematica pura

Iniziato Agosto diventa sempre più difficile fare discorsi da smanettoni che incrociano gli ultimi ritrovati tecnologici con marketing o comunicazione. Per cui oggi mi dedico al puro esercizio filosofico.E' nato tutto da una lettura da spiaggia che mi ha riportato ai tempi dell'università. Si tratta di un testo di Paul Watzlawick, "Di bene in peggio".

C'è un brano che mi sembra una buona risposta a quanti (addetti ai lavori e clienti) durante la prima parte dell'anno hanno insistito su alcuni concetti come "industrializzare" le attività e pianificare in maniera "estrema" flussi, attività e contenuti di comunicazione in particolare in progetti di social media marketing. In questi ultimi credo di aver capito una sola cosa: è impossibile "industrializzare" e sopratutto una volta messa in pista un'attività in base a un concept creativo non è possibile riutilizzare l'idea in modo automatico o moltiplicare per "n" il budget per ottenere una matematica moltiplicazione di target raggiunto e successo. Anche solo la variabile tempo (inteso come momento della realizzazione) spesso incide in maniera considerevole sull'esito di un'operazione e la soluzione che vale oggi, domani risulta un placebo (ovvero, i clienti sono soddisfatti ma di fatto i risultati generati non sono collegati in alcun modo all'azione attuata). Altra variabile è quella relazionale: fare una battuta in un contesto di 10 persone è diverso che farla in uno con 100. Considerazioni apparentemente lapalissiane ma chiedetevi se, ad esempio, (per chi lo fa) scrivete post all'interno della pagina Facebook di un cliente con lo stesso stile e gli stessi messaggi quando avete appena messo online la pagina e poi quando dopo mesi il target è cresciuto. Lo fate? Se la risposta è si il rischio che stiate sbagliando e appoggiandovi a una regola troppo parziale è alto. Se la risposta è no, "diversifichiamo" invece vi chiedo: usereste lo stesso cambio di ritmo, di linguaggio e di messaggi, per la pagina di un produttore di gelati e per una di un'azienda di gioielli? Magari non ha senso diversificare sempre e comunque. Sono tante le variabili e altrettanto lo studio da dedicarci per cui...

..ora siete pronti allo stralcio del paragrafo "Maggiore quantità = migliore qualità?". Spero suggerisca qualcosa a tutti. Magari anche il contrario di quello che suggerisce a me. Spero che in ogni caso vi faccia pensare, che il sole di Agosto non serva solo ad abbronzarvi ma anche ad ispirare.

"Il dottor Yylmurbafi è davvero una persona competente," disse il signor Hypochon a sua moglie. "Prendo questa medicina da un giorno solo, eppure sto già meglio." La sua contentezza era certo giustificata, dato che fino a quel momento i medici non erano stati capaci di ottenere alcun miglioramento. E giustificata appariva anche la sua volontà di accelerare il processo di guarigione. Fu proprio questo, tuttavia, a renderlo vittima compiacente di una delle più ovvie e scontate suggestioni di Ecate, e cioè del convincimento che una quantità maggiore di una cosa si traduca per forza in migliore qualità. Ingerì perciò una doppia dose di medicinale e giovedì scorso dovette essere ricoverato presso l'ospedale municipale con sintomi d'intossicazione.E allora?, si chiederà il lettore, perché tante storie per una notizia simile? Perché è proprio questo atteggiamento che ci rende ciechi di fronte al pericolo. Per quanto concerne le medicine è probabile che la maggior parte di noi sia un po' più intelligente del signor Hypochon, ma ho i miei dubbi che lo stesso si possa dire per altri ambiti: chiunque presti professionalmente opera di consulenza ne sa qualcosa; e questi a sua volta avrà appreso la lezione solo grazie al fallimento di una soluzione da lui proposta.
Prendiamo per esempio la mania moltiplicatoria.
Nulla di più logico del supporre che una certa soluzione, una volta trovata e sperimentata, possa essere applicata dopo adeguata moltiplicazione a problematiche più ampie. Cento volte tanto, però, solo nella matematica pura è davvero cento volte tanto.


0 commenti

Osservatorio Multicanalità 2010. [Dati]

Dopo una trepidante attesa (giuro) arriva il giorno della presentazione dei dati dell'Osservatorio Multicanalità, l'iniziativa proposta dal 2007 in partenership tra Nielsen, Nielsen Online, MIP e Connexia.
Ecco qualche numero e qualcuna delle principali considerazioni da portarsi a casa prima di suggerirvi di sfogliare le presentazioni estese dei vari speech caricate nella pagina slideshare dell'Osservatorio. Andate qui invece se siete curiosi di confrontarli con i dati dell'Osservatorio Multicanalità 2009.
  • INTERNET PER TUTTI. 12 milioni gli italiani che navigano su Internet ogni giorno con una media di ore navigate di 1,26'.
  • IBRIDAZIONE. Internet, Tablet, Mobile e Tv continuano nel loro processi di ibridazione. Il 30% del campione ha guardato un programma tv su internet nell'ultimo anno, il 14 ha navigato su internet usando la TV.
  • MOBILE. 11 milioni gli utilizzatori di Internet da mobile (+31 rispetto allo scorso anno). E' boom per l'utilizzo social dal Mobile, +139% rispetto allo scorso anno (2,8 milioni di utenti). Entro il prossimo anno è prevedibile che gli smartphone superino il numero di apparecchi di telefonia mobile tradizionali.
  • PARTECIPAZIONE. 7,2 milioni di Italiani partecipano attivamente alle discussioni online (blog, forum, community)
  • 3 LIVELLI DI INTERAZIONE DELLE AZIENDE CON I CLIENTI: ricerca di informazioni, guida all'acquisto e assistenza post vendita
  • ACQUISTI ONLINE: il 31% degli italiani ritiene Internet un canale adatto per i propri acquisti (vs il 22% del 2009).
  • SEMPRE PIU' RELOADED E OPEN MINDED. Scendono a 7,4 milioni gli esclusi, il regno delle grandi marche non è più così sicuro e i consumatori vecchio stile mettono in discussione (forse anche a causa della crisi) le loro scelte di consumo. Crescono invece gli utenti tradizionali coinvolti (11 milioni), consumatori che interagiscono molto con il passaparola offline e sono definiti potenziali reloaded. I Reloaded a tutti gli effetti sono il 19% del totale, 9,9 milioni di italiani pronti a interagire in modo elitario online: postando, rispondendo, valutando, giudicando, utenti disposti a essere tester di prodotti e ad agire come un vero e proprio media facendo da cassa di risonanza. Ancora più grande la crescita degli Open Minded, in totale 13,1 milioni, il 25% del totale, meno attivi in fese di creazione di contenuto ma molto sensibili e ricettivi verso le informazioni online. In sostanza.
  • SEGMENTARE IL COPY. In base alla clusterizzazione descritta e a ciò che ciascun cluster cerca sui vari canali emergono alcune riflessioni circa la necessità di lavorare sempre, per quanto riguarda la promozione di prodotti e servizi, a una segmentazione del copy. Messaggi e contenuti che siano più evoluti e informativi su internet e maggiormente a carattere ludico e di intrattenimento in tv.
  • SOCIAL E FACEBOOK. sono 18 milioni gli italiani iscritti a facebook. 2,8 mln. gli iscritti a pagine di aziende sui social network.
  • QUALI INFORMAZIONI. Gli utenti che si informano su prodotti cercano online nell'ordine: siti dedicati a confronti, siti aziendali, spazi che contengono opinioni di altri utenti, siti mono argomento, info presenti su siti di news, articoli di esperti e opinion leader.
In poche parole: il buzz online influenza sempre più l'acquisto. Detta così, sembra la scoperta dell'acqua calda, in realtà è la constatazione dei gradi esatti a cui è al momento. Ammonta infatti al 34% il dato dei navigatori che non ha acquistato un prodotto dopo aver letto un giudizio negativo e stesso processo avviene all'inverso per una decisione d'acquisto seguita alla lettura di un giudizio positivo (percentuale che impatta maggiormente nei settori dell'elettronica di consumo, viaggi ed elettrodomestici).

Questi dunque i dati, a brevissimo le considerazioni più strategiche che mi vengono in mente... prima lascio fermentare in testa numeri, chart e modelli vari.

0 commenti

Marketing (de)Generation

Interessante e divertente, ricordate? Sono i miei criteri (soggettivissimi) per scegliere gli argomenti di questo Blog. Stavolta, vorrei provare a sostenere che il tema trattato può far scaturire delle affascinanti riflessioni ma so che la questione è ardua.

Fatto sta che nell'arco di poche ore mi sono imbattuto in due degenerazioni di iniziative di promozione. Due "involuzioni" molto differenti fra loro ma entrambe segno che ogni tanto la situazione ci scappa di mano (a noi del settore).

La prima riguarda la pubblicità di un centro estetico di Settimo
Torinese. Inutile commentare la pochezza di un pay off che vorrebbe creare un fine doppio senso ma riesce solo a essere esplicitamente "sboccato". Complimenti al copy per l'intuizione.

Nel secondo caso si tratta della nuova impostazione grafica del packaging dei biscotti del Mulino Bianco. Un restyling vagamente ispirato al mondo letterario con la prima lettera gigante rispetto alle altre del nome del biscotto. La prima cosa che è venuta in mente a me è che se fosse successo mentre ero piccolo le mie colazioni di bravo scolaro, con davanti pacchi così, sarebbero diventate di botto molto più tristi e forse la mia crescita ne avrebbe risentito. A qualcun'altro però in mente, come prima cosa dev'essere venuto altro... un qualche tipo di collegamento a romanzi di formazione erotica stile Madame Bovary. Ed Ecco il risultato.

Ora, è chiaro che quando si ragiona sull'identità grafica di un prodotto è difficile prevedere che ci siano geni creativi di questa portata. In un mondo in cui l'istinto al marketing (e al social media marketing) sembra essere talento in crescente diffusione grazie agli UGC ci sarebbe solo da chiedersi se certi geni è meglio averli come clienti/enthusiast, oppure, come nel caso del centro estetico di cui sopra, inquadrati e pagati come copywriter.


3 commenti

12 modi (e più) per utilizzare il QR Code

Qualcuno ha già notato il QR Code della mia VCard nella barra destra del blog. Non so quanti l'abbiano già utilizzato in questo senso o, meglio, in qualunque altra situazione per usufruire di un link dalla fruizione fisica a quella digitale. Non so quanti ne abbiano generato uno. La domanda che a proposito di questo linguaggio di interazione digitale ci si fa da più di un anno in maniera forte è sempre la stessa: entrerà nell'uso di massa?
La mia V-Card QRcode
Beh, l'idea di fondo, come per tutti i linguaggi, è che possa diffondersi solo nel caso in cui si creino i presupposti perchè l'utilizzo costituisca un effettivo vantaggio rispetto l'utilizzo di un altro linguaggio di interazione oppure, soluzione due più emotiva, se diventasse una modalità che "fa figo", una tendenza alla moda.
Su entrambi i fronti ci sono diverse in
iziative già in atto vediamone al volo qualcuna.

QR CODE, come valore aggiunto alla User Experience:
Il Central Park di New York ha utilizzato il QR Code per comunicare con i propri visitatori arricchendo di dettagli l'"esperienza" del parco.



Diverse riviste attraverso questi codici a barre rimandano a contenuti multimediali online che completano e approfondiscono la fruizione degli articoli cartacei. Panorama era stata una delle prime riviste italiana a introdurre questo codice.

Poi ci sono i musei che hanno creato percorsi audi-guidati stampando in punti strategici il codice. Il primo Museo Qr-code in italia è stato il Guggenheim a Venezia.

Ma le applicazioni sono le più disparate.
Alcune marche di Vini hanno stampato i QR sulle etichette (Baffonero e Poggio alla Guardia) rimandando a video approfondimenti enologici. Nel settore c'è chi offre proprio un servizio apposito di classificazione QR per vini.
In campo immobiliare qualcuno la utilizza per permettere a chi cerca casa di memorizzare immediatamente i dati dell'agenzia immobiliare sul proprio telefono oppure di navigare fra le immagini e le video presentazioni dell'appartamento disponibile nella zona in cui si sta passeggiando.


QR CODE a scopo pubblicitario e più in generale nel marketing:
Infinite ormai le applicazioni in campo pubblicitario, dai semplici volanti
ni: Unieuro, Costa Crociere, etc. fino ad arrivare ai coupon sconto di Ikea e Pepsi ottenibili fotografando i Qr Code sui volantini.
Da pochi giorni è online il concorso di Chevrolet in cui gli utenti sono invitati a fotografare i QR Code in diversi concessionari in modo da stimolarli a fruire dei porte aperte organizzati a Roma e Milano fra Novembre e Dicembre.

QR CODE is trendy:
Diversi i negozi online offrono la possibilità di realizzare Vestiti e T-shirt con codici Qr creati con messaggi di testo o contatti personali. C’è chi disegna quadri ispirandosi a questo codice, scrive in versi di una poesia o addirittura marchia a vita il codice sulla pelle attraverso futuristici tatuaggi.


Insomma, banalizzando ce n'è per tutti i gusti ma è un'indicazione utile per stimolare la creatività riguardo le strade, più o meno sensate, che questi codici a quadratini possono prendere.
E ricordate che non di solo QR Code vive l'uomo, ecco un interessante post sull'argomento 2D Code che prende in esame anche i Microsoft Tag.
E che il Code sia con voi.

0 commenti

Come i Marketer stanno utilizzano i Social Media nel 2010 [INFOGRAFICA]

Ok, lo ammetto, sono schiavo delle Infografiche. Cioè non riesco ad uscirne, è come una droga. Sono belli tutti quei graficini, quei diagrammi a torta, quei numeri e gli andamenti cronologici del sistema universo. Vorrei scremare altrimenti 9 post su 10 finiscono per sputare fuori altre immagini, altre sublimi creazioni di pasticceria del web. Ogni volta che faccio questo buon proposito però trovo qualcosa di simpatico o di interessante (i miei criteri di scelta) per cui rimando a domani la dieta.

In questo caso l'infografica mostra come cresca l'utilizzo dei social media in ambito marketing (e fin qui nulla di nuovo, seppure è sempre utile avere qualche chart interessante da condividere con i clienti) ma soprattutto mostra la top ten delle domande più frequenti sul social media marketing, da oggi proverò a rispondere a ognuna di queste domande. Non che non lo stia già facendo all'interno di questo blog ma voglio vedere se sistematizzare la cosa porta qualche vantaggio o stimolo in più.

A voi il giudizio sul resto.

Everybody’s Doing It: How Marketers Are Utilizing Social Media In 2010
Flowtown - Social Media Marketing Application

0 commenti

Il social e-commerce: dalla vetrina all’acquisto

Riprendendo le riflessioni iniziate nel post precedente, un primo passaggio che leghi il mondo Social a quello e-commerce è certamente la creazione di pagine vetrina all’interno magari delle Official Page del brand. Un luogo 2.0 in cui, oltre a mostrare i prodotti, si concede agli utenti la possibilità di esprimere delle opinioni piuttosto che di segnalare ai propri amici/contatti quelli che ritiene più interessanti. Questo step poi può concludersi con un bottone che semplicemente rimanda al vero e proprio e-shop esterno in cui eventualmente tramutare la scelta d’acquisto definita online in acquisto a tutti gli effetti. Un esempio di questo primo step è quello dell’e-shop di Threadless, noto produttore di magliette.

In modo intermedio si colloca la possibilità di utilizzare Facebook come interfaccia di prenotazione del prodotto. Caso interessante quello del gruppo alberghiero Monte Carlo SBM, che da qualche mese ha attivato un sistema di prenotazione degli hotel e dei ristoranti della catena direttamente dalla propria pagina di Facebook, cliccando sulla voce “Book now tab”. Un sistema ancora più semplice e veloce rispetto al tradizionale booking online.

Infine, e questo potrebbe rappresentare il vero motore del cambiamento delle abitudini di consumo degli utenti, c’è l’utilizzo della pagina come un vero e proprio e-shop, che permette di iniziare e concludere l’acquisto all’interno di Facebook. Uno degli esempi di maggior successo è quello della seguitissima pagina dell’NBA, che rimanda a un’applicazione dedicata proprio a questo servizio.

Anche in Italia sono diversi i marchi che iniziano a muoversi, ad esempio Privalia (social e-shop Facebook inaugurato i primi di Giugno) e Volagratis. C’è da scommetterci che proprio in queste ore sanno molti i brand che ragionano sulla strategia migliore per sfruttare questa opportunità.

I dati sull’e-commerce italiano parlano di crescita media di fatturato proveniente dalle vendite online del 15% entro la fine dell’anno. La cultura del social e-commerce sembra avere terreno fertile, dunque. Occorrerà lavorarci nel pieno rispetto dello spirito di apertura verso il potenziale cliente, che diventerà anche in questo ambito, obbligatoriamente, un interlocutore e non solo un target passivo.