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[FACEBOOK] Come cambia il NewsFeed. Più importanza ai Link ma non a quelli "markettari".

Sappiamo che da quasi un anno Facebook sta lavorando sui filtri del News Feed per fare in modo, nella dichiarazione d'intenti ufficiale, che i propri utenti possano ricevere solo aggiornamenti di qualità ovvero contenuti ritenuti da loro davvero interessanti. Chiaramente oltre a questo nobile obiettivo di fare da filtro anti spam questo approccio "costringe" i brand che utilizzano il social network a scopo commerciale (ormai tutti) da una parte a produrre contenuti in modo nuovo e non troppo marcatamente promozionale e dall'altra ad investire in pubblicità promuovendo i propri contenuti in modo che siano visualizzati anche quando magari non avrebbero tutte le credenziali per esserlo organicamente.

Dalla fine dello scorso anno infatti abbiamo notato come la visibilità organica dei post pubblicati sulle pagine dei brand per cui lavoriamo è diminuita, a volte in modo lieve altre volte in modo notevole fino a rendere quasi inutile il lavoro di produzione di contenuti in mancanza di budget ADV a supporto.

E' di ieri l'annuncio di ulteriori integrazioni che vanno in questo senso con l'obiettivo di arricchire di contenuti interessanti i feed e minimizzare lo spam (almeno quello organico).

Per prima cosa saranno sempre più filtrati i cosiddetti post "click-baiting" ovvero quei post che incoraggiano gli utenti a cliccare per saperne di più attraverso un testo molto accattivante ma poco esplicativo sul contenuto verso cui verranno direzionati. Un'esca appunto che fa leva in modo furbo sulla curiosità tradendo in più delle volte l'aspettativa creata.


Se io, ad esempio, rilanciassi su Facebook il post che state leggendo con un testo tipo:
"Volete sapere cosa si è inventato facebook questa volta? Cliccate qui: > Link al post" è facile pensare che molti utenti, anche quelli non interessati al mondo del social media marketing, ci clicchino incuriositi pensando di trovare chissà quale news o segreto su Facebook da carpire prima degli altri.
Fino ad oggi questi click venivano ritenuti da Facebook sinonimo di interesse verso un certo contenuto, e portavano, per questa ragione, Facebook stesso ad accrescerne la visibilità organica. Al crescere dei click il post veniva dunque mostrato all'interno di altri newsfeed a prescindere dal reale valore attribuito dagli utenti al contenuto presente nella pagina di atterraggio del link.
La prima cosa che Facebook dichiara di voler fare in futuro è quello di verificare non più solo il numero di click al link contenuto nel post ma anche il tempo di permanenza medio fuori da Facebook degli utenti che cliccano su questi link. Se mediamente questi tornano subito indietro il link verrà bollato come "esca" e il post declassato e non più visualizzato nei newsfeed.
La seconda riguarda la misurazione dei commenti, dei like e delle condivisioni di quel link. Se molti cliccano sul link ma pochi decidono poi di commentare la notizia letta o di promuoverla verso i propri amici ripostandola sarà un altro segnale che il contenuto verso cui sono stati indirizzati non è stato ritenuto interessante.

CONSIGLIO #1: postate sempre Link accompagnati da call to action esplicative, evitate toni apocalittici o misteriosi solo per avere più click se è alto il rischio che non siano in target.

Il secondo importante aggiornamento riguarda direttamente il formato dei link. Sappiamo che un link può essere richiamato in diversi modi. Attraverso l'anteprima del post ad esempio (immagine + titolo + incipit) caricata in automatico oppure può essere ricopiato all'interno della didascalia del post (vedi seconda immagine) e anzichè veicolato tramite l'anteprima con immagine titolo e incipit può essere accompagnato da un'immagine caricata ad hoc (lo si fa spesso quando si vogliono usare immagini più accattivanti di quelle presenti nella pagina di destinazione o perchè nella pagina di destinazione non ci sono immagini).

Anteprima Link (Link Format)
Link inserito come testo di didascalia della foto
Facebook ha rilevato che le persone preferiscono cliccare sulla prima tipologia di link, quelli veicolati attraverso le anteprime, piuttosto che su quelli contenuti all'interno delle didascalie di una foto. Questo probabilmente perché l'anteprima offre informazioni aggiuntive rendendo più chiaro il contenuto che attende gli utenti che decideranno di cliccare. Inoltre un formato come quello dell'anteprima rende cliccabile tutto il post anzichè solo il testo del link, fattore determinante per chi naviga da mobile e vede i post rimpiccioliti. Per questa ragione i post con il LINK-Format saranno privilegiati rispetto a quelli con link testuali in accompagnamento di foto o di post solo testuali.

CONSIGLIO #2: massimizzate la pubblicazione di link nel Link-Format cercando di scegliere testi, incipit e immagini delle pagine di destinazione nella maniera più oculata possibile. Se pubblicate il link accompagnato da un'immagine cercate quantomeno di descrivere bene l'articolo o la pagina in cui porta.

A seguito di quanto descritto in questo post la raccomandazione generale a tutti i community manager è quella di pensare sempre alla qualità della storia che si racconta e al concetto di fondo che spesso si dimentica smaniosi di mostrare al cliente numeri elevati: online vince la capacità di personalizzazione dei messaggi/contenuti e non il counter degli accessi/click. Se servono i cambiamenti del management e dell'ufficio sviluppo di Facebook per aiutarci a comunicare questo approccio qualitativo al cliente che ben vengano tutte le modifiche, in questo modo voler evitare i toni markettari che molti responsabili marketing chiedono o pretendono, non sembrerà una giustificazione legata all'incapacità di generare volumi elevati ma un approccio che rispecchia un orientamento alla qualità in atto su scala globale.


(Comunicato ufficiale Facebook di riferimento: http://newsroom.fb.com/news/2014/08/news-feed-fyi-click-baiting/)

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Commercial never die. L'arte di fare pubblicità video tra TV e social

Parliamo sempre di più il linguaggio del web marketing ma non dobbiamo mai dimenticare quei format tipicamente televisivi come il video commercial. Un format che sempre più è influenzato dalla logica dell'intrattenimento e del "sorriso prima di tutto" tipica del modo di fare comunicazione social. Lo spot diventa di per se passatempo creativo in stile carosello in grado di generare un meccanismo di condivisione virale. Ecco tre spot che hanno spopolato nel web nelle ultime due settimane. Divertimento, rottura degli schemi e qualche intramontabile concept. Lasciatevi ispirare.

 LG ULTRA REALITY. - L'INTRAMONTABILE SUCCESSO DELLA CANDID CAMERA.

 VOLVO TRUCKS. THE HOOK. - L'AUTOMOTIVE HA SMESSO DI PRENDERSI SUL SERIO
 

 LA CATAPULTA UMANA DI MOUNTAIN DEW - L'EVENTO DIVENTA SPOT E "LANCIA" UN TREND
 

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[VIDEO] I 10 migliori Spot del 2012


Fine anno tempo di bilanci, classifiche, liste dei buoni e dei cattivi. Inizio con qualcosa da club dei Pubblivori, inzio condividendo la lista dei 10 migliori spot dell'anno eletti da
AD Week. Spero siano ispirazione per tutti i creativi, online e tradizionali sempre che ancora ci sia qualcuno che si dichiara tale (sta diventando un po' come con la politica che nessuno ammette di votare Berlusconi, nessuno ammette di essere 1.0).
Lasciate tra parentesi le digressioni  ecco la chart in un conto alla rovescia verso il podio. Buona visione!


#10.
Carlton Draught, "Beer Chase"
Agency: Clemenger BBDO, Melbourne, Australia
Director: Steve Ayson, The Sweet Shop


#09
Axe, "Susan Glenn"
Agency: BBH, New York
Director: Ringan Ledwidge, Rattling Stick

#08
Procter & Gamble, "Best Job"
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: Alejandro González Iñárritu,
Anonymous Content

#07
Chrysler, "It's Halftime in America"
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: David Gordon Green, Chelsea Pictures

#06
Red Bull, "Red Bull Stratos"
Partners: Riedel Communications,
FlightLine Films

#05
Old Milwaukee, "Field Cut Off"
Director: Jake Szymanski
Production Company: Gifted Youth

#04
DirecTV, "Charlie Sheen"
Agency: Grey, New York
Director: Tom Kuntz, MJZ

#03
Widerøe Airlines, "Grandpa's Magic Trick"
Agency: McCann, Oslo, Norway
Director: Marius Holst, 4½

#02
Nike, "Jogger"
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: Lance Acord, Park Pictures

#01
The Guardian, "Three Little Pigs"
Agency: BBH, London
Director: Ringan Ledwidge, Rattling Stick

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[CHRISTMAS MARKETING] Analizzare i Trend dello Shopping Natalizio per pianificare le proprie campagne

Inizia novembre e oltre alla festa di Halloween, alle castagne al forno e alla caduta dei capelli ci troviamo come ogni anno ad affrontare il grande quesito: I REGALI DI NATALE.
Se da una parte, da consumatore, ognuno percorre le strade più o meno elaborate o precise per arrivare alla scelta dei regali da fare, dall'altra, da professionisti del marketing, si cerca di rendere la strada meno improvvisata possibile.

Parlo chiaramente di programmare al meglio il timing e le percentuali di spesa per settimana delle proprie campagne sia Online che Offline. Anche se in questo caso i dati sono riferiti al mercato statunitense ecco un'indicazione iniziale (spero di trovarne altre) che ho trovato molto utile per decidere come allocare il budget a disposizione. 

Nei primi dati vediamo la distribuzione basata sulle risposte alla domanda "Quando inizia lo shopping natalizio?". Il picco evidente è nel mese di Novembre per cui la prima indicazione sicuramente è quella di farsi trovare durante il mese. E fin qua... tutto come previsto. Risulta meno banale il fatto che gli Early Bird Shopper, coloro che per primi approcciono lo shopping per le vacanze, appaiano numerosi nel mese di Ottobre (22,1% secondi i dati BIGinsight).

Secondo i dati  LivePerson addirittura il 29%, più di un quarto degli Shoppers, pianifica i suoi regali ancora prima di Ottobre.

A completare coerentemente il quadro ci sono i dati che mostrano la ripartizione delle campagne di marketing dei Retailer Online statunitensi. La maggior parte dei lanci avviene verso la fine di Ottobre ma c'è ben il 38,5% che occupa il periodo precedente. Se andiamo indietro di qualche anno la percentuale di venditori online che iniziavano le proprie campagne prima della fine di ottobre arrivava al 40,3% (dato 2009).
Insomma sembrerebbe non essere (quasi) mai troppo presto per far partire alcune iniziative con la keyword "Natale" a fare da driver. Chiaramente mai esagerare e per avere una controprova ha senso consultare i dati sulle ricerche, questa volta Italiane, su combinazioni di parole come: "idee regali natale". Le indicazioni del 2011 in questo caso coincidono con il timing dei lanci che abbiamo visto precedentemente un po' meno con le indicazioni generali viste in apertura di post in cui diversi utenti sembrano partire nella loro ricerca addirittura a settembre. 
Sembra logico concludere che nonostante ci sia una mobilitazione generale già prima della seconda metà di ottobre per quanto riguarda le campagne che muovono i propri passi esclusivamente online non valga la pena disperdere una percentuale eccessiva prima dell'inizio di Novembre. Addirittura i dati italiani suggeriscono di attivare la spinta maggiore solo dopo la prima settimana di novembre. Non fatevi dunque prendere dall'ansia da risultato, è importante essere competitivi nel periodo in cui si concentrano sia la domanda che l'esigenza di acquisto. Farsi trovare prima potrebbe essere più semplice ma magari inutile ai fini dell'acquisto (avendo tempi larghi molti inizieranno a informarsi con l'intenzione di confrontare con calma prezzi e prodotto) e sicuramente i volumi prodotti sarebbero esigui rispetto all'investimento.
Di seguito la classifica ComScore con l'andamento delle vendite degli ultimi 5 anni nelle 8 settimane prima di natale (più quella successiva). Valutate voi a questo punto come dividere in modo sensato il vostro investimento.
Mettendo insieme i pezzi personalmente consiglierei di:

  • iniziare le campagne promozionali online dedicate la natale tra il 28 Ottobre e il 2 Novembre
  • distribuire in maniera equa fino al 14 novembre (15 giorni) il 15% del budget disponibile
  • dal 14 novembre fino alla prima decina di dicembre (25 giorni) spendere il 40% della cifra stanziata
  • tenervi un buon 40% del budget da esplodere tra l'11 e il 20 Dicembre (10 Giorni).
  • spendere il restante 5% tra il 21 e il 26 (7 giorni)
AVVERTENZE: Naturalmente state attenti a valutare questi consigli adattandoli al vostro business. Se vendete viaggi non sarebbe consigliata la stessa concentrazione che se commercializzate lettori mp3 o piccola oggettistica  da regalo. Stesso discorso per chi vuole portare utenti in un negozio fisico (e può farlo fino al giorno di natale) rispetto che su un e-commerce in caso si commercializzino prodotti fisici bisognerà considerare i tempi di consegna della merce come vincolo all'acquisto. In quest'ultimo caso il consiglio è: organizzatevi per fornire la consegna garantita in 24h (magari pagando una piccola sovrattassa) che vi permetterebbe di spingere il vostro business fino al giorno di natale facendoci una campagna che sottolinea questo aspetto. Sareste una manna dal cielo per tutti il LastMinute Buyer.


Chiudo con una nota "stonata" sui risultati da attendersi in termini di vendite nel 2012. Beh, in tempo di crisi, sembrano essere al ribasso rispetto all'anno scorso. Forse proprio per questo è bene non sperperare il budget destinato alla promozione: PIANIFICATE.

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[ADVERTISING] 5 chiarimenti sulla relazione tra Adv online e Conversioni.

Attualmente sto lavorando molto alla gestione di budget pubblicitari di medio - piccolo valore da spendere online. Dal lavoro day-by-day emergono diverse riflessioni riguardo come presentare ai clienti nel modo più corretto possibile la relazione tra investimento in ADV online che gli stiamo proponendo e conversioni attese.

Negli ultimi 12 mesi è cresciuto in modo rilevante il numero delle piccole realtà (esercizi commerciali, PMI, liberi professionisti) che ha deciso di investire su due grandi canali: Facebook Adv e Google Adwords. Questo è da una parte il segno di una maggiore consapevolezza delle potenzialità degli strumenti online per i propri fini di business e dall'altra il segnale che la strada dell'investimento sul web è associata a una versione Low Cost alternativa a investimenti ben più grandi sui canali tradizionali.

Nel primo caso c'è da essere soddisfatti, nel secondo invece è opportuno lavorare educando clienti e prospect ai reali obiettivi raggiungibili con i piccoli investimenti in attività di Online Advertising e Social. Sintetizzo alcune considerazioni banali solo fino a un certo punto e che fanno la differenza tra consulenza "seria" e consulenza "furba":

#1. La pubblicità online non è tutta uguale. 
Gli annunci nelle reti di ricerca (Adwords) e nei social network (Facebook Ad) hanno diverse performance ma soprattutto diversi scopi.
Qualche mese fa avevo condiviso un'infografica che mostrava le differenze tra Adv Facebook e Google Adwords premiando per performance la seconda tipologia. Questo non vuol dire però che a volte non sia da privilegiare la pubblicità Facebook. Le variabili sono tante.


#2. E' fondamentale capire anche quanto tempo abbiamo per portare risultati per capire se vogliamo Fan o Clienti.
La differenza tra strategia di lungo periodo e strategia a breve termine sposta l'ago della bilancia dal mondo Social a quello dei motori di ricerca. Su Facebook cerchiamo gli utenti in target e li convinciamo di avere qualcosa che interessa o che potrà interessargli anche più in la nel tempo. Per questo sarebbe sbagliato investire in Facebook Adv e poi sospendere la spesa (e in generale l'attività di posting sulla pagina) dopo poco tempo perchè non vediamo una crescita dei clienti generati. Investendo su Google invece semplicemente  ci facciamo trovare da quelle persone che stanno cercando qualcosa che ci riguarda proprio in quel momento per cui se la spesa non genera contatti commerciali entro un mese (tempi di ottimizzazione di una campagna) forse è utile congelare tutto un attivo e riflettere sulla strategia.


#3. E' fondamentale capire quanto è targettizzabile il nostro obiettivo. 
Più è possibile individuare il mondo di passioni ed interessi (soprattutto extra-brand) dei nostri utenti più è consigliabile l'utilizzo di Facebook rispetto a Google.
E' di fine Settembre l'annuncio dell'evoluzione degli annunci Facebook con la nascita di Facebook Exchange, la funzionalità che permette una maggiore targettizzazione real-time nella pubblicazione degli annunci.

#4. L'equivalenza matematica tra soldi investiti e clienti portati PURTROPPO non esiste.
Spesso la domanda tipica del clienti è: "se investo 1000 euro in pubblicità quanti clienti posso aspettarmi?". Per l'investimento Adwords esistono dei valori medi di conversione (differenti a seconda del settore) ma le variabili ad ampliare la forbice tra i Click generati dall'annuncio e le transazioni chiuse sono tantissime. Prima tra tutte: la differenza tra le transazioni che iniziano e finiscono online (i siti di eCommerce) e quelle il cui primo contatto avviene online (verso siti vetrina) ma la transazione si conclude in un luogo fisico. Altra variabile è quella della user experience legata al sito di atterraggio. Se questa è negativa o poco soddisfacente i click generati risulteranno poco utili ai fini della vendita e anche a fronte di buone performance delle campagne le conversioni saranno basse.
Per Facebook invece il tentativo di creare una relazione diretta tra investimento Adv e Lead/Acquisti generati fa un giro ancora più largo passando da strumenti come Social Coupon e successivi rimandi promozionali al sito o al luogo fisico in cui si concretizzerebbe l'acquisto. In questo caso le barriere all'ingresso sono troppe e diventa complesso attribuire il demerito di una percentuale di conversione bassa a un appeal del coupon, del post in bacheca o del prezzo dell'offerta, tutte fasi successive alla conversione del semplice utente in FAN. Insomma Adwords può portare Clienti secondo valori medi ma molto variabili, sulle campagne Facebook più che clienti si generano Fan, ovvero clienti solo in potenza nel lungo periodo.

#5. La tracciabilità delle azioni varia a seconda dello strumento scelto
Ci sono diversi strumenti per dimostrare l'efficacia delle attività Adv, tracciando i vari percorsi dell'utente. La maggior parte sono legati al Google Adwords. Banalmente grazie al collegamento tra Google Analytics e Google Adwords è possibile verificare il percorso all'interno del sito di ogni utente anche a seconda dell'annuncio su cui ha cliccato (es. non è detto che un annuncio con un CTR alto generi visite efficaci nel sito. Magari è troppo generalista e la sua Frequenza di Rimbalzo è molto alta rispetto a quella di annunci con CTR basso ma che genera visite al sito con maggiore permanenza media per utente.
Più complessa è la misurazione del comportamento degli utenti Facebook che potrebbero arrivare al sito attraverso:
- il clic e la stampa di un social coupon (tracciabile).
- il passaparola online (tracciabile ma solo con dei software specifici). Ultimamente Ecce mi sembra uno dei migliori anche se forse troppo costoso per quelle piccole realtà che investono poche centinaia di euro al mese in campagne.
- il passaparola fisico (non tracciabile a meno che non si chieda a tutti i futuri clienti come hanno saputo dell'azienda/prodotto).

CONCLUSIONI.
In base a questi ragionamenti che ritengo fondamentali chiarire con il cliente in fase di pre-vendita è possibile riassumere che nella maggior parte dei casi: Facebook Adv è uno strumento utile a facilitare la creazione di relazioni di medio lungo periodo senza una correlazione diretta tra Fan e Clienti Generati per analizzare la quale servirebbe investire discrete somme in azioni di monitoraggio. Google Adwords è lo strumento migliore per stimolare vendite nel breve termine con la possibilità di tracciare molti elementi con strumenti a costo zero.
In generale quando il budget è piccolo vale la pena rispondere e valutare i 5 punti sopra per decidere come meglio spenderlo senza frammentarlo troppo.

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[Infographic] Facebook vs Google: Display Advertising a confronto

Riporto quasi alla lettera un'analisi interessante di Wordstream che compara i due più grandi network online di Display Advertising: Google Display Network e Facebook.

Dall'analisi risulta evidente che GDN fornisca agli inserzionisti un valore significativamente maggiore rispetto a quello dell'ADV Facebook. Il socialnetwork più grande del mondo, infatti, nonostante i grandi investimenti nel miglioramento della propria piattaforma in termini di funzionalità, template e user experience non ha fatto evolvere in modo altrettanto significativo il canale advertising.

5 i parametri analizzati: il pubblico raggiunto, i ricavi e la crescita, le performance, le possibilità di targettizazione e i formati.


Sul primo, la portata, c'è da dire che da una parte Google vanta un potenziale pubblico raggiungibile pari al 91% degli utenti online (vs 51% di FB), dall'altra, Facebook vanta un maggior numero di pagine viste per mese: 1.000 Miliardi (contro 180 miliardi di Google).
In sostanza seppur meno persone utilizzino Facebook rispetto alla rete Google lo facciano per più tempo. Difficile scegliere dunque un vincitore in questa categoria.

Per quanto riguarda revenue e tassi di crescita Facebook cresce molto ma non tiene il passo con la crescita della sua base utenti. Un punto in più dunque per Google che nel primo trimestre 2012 fa segnare revenue pari a 2,9 miliardi di dollari.

Passiamo alle performance. Le Facebook Ads registrano un click-through rate (CTR) molto basso (0,05%) appena la metà della media del settore per banner pubblicitari e ben dici volte più bassa del CTR medio del Google Display Network (0,4%) (negli Stati Uniti). 

Le ragioni, e andiamo ai parametri successivi, possono essere legate ai formati e alle opzioni di targeting che aiutano a dare rilevanza da una parte e pertinenza dalll'altra all'annuncio stesso. 
I vantaggi di Google su FB appaiono chiari già nel sistema di reportistica. Maggiori i dettagli misurabili e settabili per ottimizzare l'annuncio di Big G rispetto a quello Facebook. Ma non è detto che sia solo questo. Un'altra spiegazione potrebbe essere semplicemente insita nella tipologia di utente, ovvero gli quelli che navigano all'interno di un social network sono meno sensibili ai banner rispetto a quelli (o a loro stessi) che navigano all'interno di altri siti web. 

I gap Facebook per quanto riguarda il targeting sono relativi all'impossibilità di: veicolare annunci via mobile (un buco enorme, soprattutto considerando l'uso crescente del web da mobile), effettuare retargeting (o remarketing), assenza di una rete di siti partner, impossibilità di customizzare annunci per parole chiave (simile la customizzazione per temi ma non è la stessa cosa) o di utilizzare le opzioni di targeting contestuale per gli annunci display. Buchi enormi considerando che Google fornisce ciascuna di queste opzioni.

Passiamo infine ai formati. Facebook ha solo due opzioni: gli annunci standard composti da testo più un'immagine e le sponsored story. Innumerevoli invece le possibilità offerte da Google Ad Network: annunci di testo, annunci illustrati, annunci  flash-based illustrati, annunci video, annunci in formato web mobile e all'interno di giochi. 

In conclusione, Facebook offre agli inserzionisti un valore pubblicitario inferiore a quanto offerto nella Rete Display di Google, anche e forse sopratutto per quesito quest'ultimo registra entrate tre volte superiori a quelle Facebook e sta di conseguenza crescendo più rapidamente.

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[ADVERTISING] L'importanza di campagne banner creative e interattive

Quando il sonno non arriva all'ora giusta, ultimamente quasi mai, è l'occasione giusta per il contagio creativo. E' una tesi che sostengo da qualche mese per giustificare le notti insonni passate a rimbalzare online e sui canali del digitale terrestre alla ricerca di illuminazioni. No, questo non è un post sul porno 2.0, tranquilli. Magari a breve penserò a qualcosa anche per gli amanti del genere.

Stanotte invece mi sono "limitato" a studiare declinazioni creative in ambito campagne banner. Da tempo ormai sostengo con i clienti la necessità di provare ad occupare gli spazi e i formati tradizionali acquistati dagli editori con elementi che abbiano un minimo di interattività. Le campagne si misurano troppo in termini di numerosità di click sul totale delle visualizzazioni e troppo poco si pensa a quanto già nel banner si possa fornire un'esperienza coinvolgente e utile a passare il messaggio sul brand o sul prodotto.
Il risultato è che anche quando il numero di conversioni è nella media l'impatto emotivo del banner tende a perdere di efficacia quasi subito.

Nel web in evoluzione, nell'era dell'HTML5 e della pubblicità interattiva un banner può essere molto più che un semplice veicolo pubblicitario per portare accessi ad un sito. Una campagna banner è già esperienza di brand.

In cerca di best practice sul tema sono andato a guardare chi quest'anno ha vinto i Webby Awards nella categoria in questione imbattendomi nella campagna promossa da Stadmission Stockholms, l'associazione per l'assistenza dei senzatetto di Stoccolma. Ecco un riassunto video.



In sostanza un obiettivo generale: ottenere donazioni, uno intermedio molto più grande: ottenere visibilità della propria campagna senza spendere in acquisto spazio media.
Ed ecco che per ispirare i blog e i siti a essere i primi donatori è stata creata una collezione di "banner senzatetto" che hanno bisogno di riparo, disponibili e integrabili dal sito hemlosabanners.se, banner che contengono un counter che mostra da quanto tempo è ospitato e da quale sito e che mostrano colori più caldi man mano che gli utenti ci interagiscono nel tempo. Ovviamente i click portano alla pagina delle donazioni ma a quel punto l'esperienza e il messaggio è già passato in modo tutt'altro che ovvio.



Ok, ok... i soliti appassionati di numeri siano accontentati:

  • 415 siti partecipanti 
  • 36 milioni di impression
  • +300% di donazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

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Facebook Adv in tempi di Crisi e Pic-Nic

Questo non è un post serio. Chi ci fosse arrivato per sbaglio o a causa di un malinteso SEO fa in tempo a cambiare indirizzo aumentando la frequenza di rimbalzo di questo blog. Con i sopravvissuti a questa prima, anti-strategica ma onesta, scrematura condivido il mio stupore per la capacità di personalizzazione che Facebook ha raggiunto con i suoi annunci. La piattaforma ha capito dagli EVENTI che creo che domani farò una grigliata con i miei amici e di conseguenza mi propone il portale dei Barbecue. Ma a sorprendermi oltre ogni cosa è che dalla mia IMMAGINE di copertina intuisce la mia volontà di non restare in Italia e, di conseguenza, mi manda a... F....inlandia.

Beh, di questi tempi, in effetti sulla questione dell'emigrazione forse non è ci voglia una gran capacità di customizzazione dell'Adv per indovinare i desideri "fuggitivi" della maggior parte degli utenti Italiani.

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Gli spot del Super Bowl 2011 [VIDEO]

Gli spot trasmessi durante il Super Bowl di football sono da sempre un evento pubblicitario da tenere monitorato. Investimenti da migliaia di dollari per raggiungere un pubblico grande quanto gli Stati Uniti (e non solo). Ecco un frullato di tutti quelli andati in onda.

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La Pubblicità Interattiva nel 2011

Dopo un paio d'anni di test vari ed esperimenti votati all'innovazione il 2011 dovrebbe essere l'anno in cui la pubblicità interattiva, nei suoi vari formati, prenderà piede. Ad oggi, in Italia gli echi maggiori riguardano le iniziative interattive collegate ai video you tube. Ecco qualche esempio:

Tipp-ex



Google Fast Ball


e il mio preferito, il recentissimo, Sesame Street, un vero e proprio quiz scientifico interattivo per i più piccoli.

I format però non sono tutti uguali, non esiste uno standard preciso (e questo aumenta l'effetto sorpresa). Ancora più interessanti di questi casi on-line al 100% sono, secondo me, quelli in cui interazione è multipiattaforma e coinvolge anche l'utilizzo del cellulare. Una bomba per gli istinti dei creativi. La pubblicità si interrompe e ti chiama al telefono per farti scegliere il finale che preferisci. Diversi gli esempi sul mercato internazionale. Il più famoso quello di Orange che in Francia, nel 2008, ha pubblicizzato i suoi servizi servendosi di un testimonial come Chabal, il più celebre rugbista d'oltralpe. Boom di accessi ... o forse dovremmo dire di risposte al telefono senza precedenti. Eppure il successo fino a oggi ha generato emuli ovunque tranne che nel nostro paese, notoriamente stra-innamorato dell'utilizzo del mobile. Adesso però alcuni brand si sono attivati e stanno costruendo campagne interessanti. A breve segnalerò chi romperà il ghiaccio. Per ora è tutto top secret. Intanto però il mercato è più maturo per cui ci si aspettano numeri davvero interessanti.

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La pubblicità invade Facebook

"Nostalgia canaglia..." cantavano Albano e Romina. Qui non si tratta "di una strada, di un amico o di un bar" ma a provocarla, la nostalgia, è la nostra vecchia pagina di profilo Facebook. Il salto è fatto e non si può tornare indietro. Il socialnetwork più grande del mondo ci mangia centimetri d'esistenza, nel bene e nel male. Prima l'ha fatto rubando ad altre attività il nostro tempo giornaliero e ora lo fa anche fisicamente rosicchiando centimetri ai nostri spazi personalizzabili. Da qualche giorno tutti ci siamo ritrovati con una bacheca e un'home page nuova. Non entro nel merito di centimetri e pixel redistribuiti tra le tre colonne ma basta guardare l'immagine sotto (in cui il tratteggio rosso verticale mostra le vecchie ripartizioni) per capire che ad averci perso sono la colonna a sinistra e quella centrale, le due dedicate alle proprie informazioni, mentre ad avanzare è quella a destra: quella della Pubblicità. Che strano eh!? Il censimento globale va avanti spedito, gli utenti crescono, siamo arrivati a 571,884,500 registrati in tutto il mondo (fonte Check Facebook, dicembre 2010), 17,812,800 in Italia (quasi un iscritto ogni 3 italiani). Impossibile non tenere conto di questo fattore per ragionare sull'utilizzo a scopo adv degli spazi. Se messaggio diventa più efficace, se occupa più centimetri, se entra negli spazi che l'occhio dell'utente si è inconsciamente abituato a tenere in considerazione è chiaro che l'investimento non può che diventare più appeal. Legge di mercato.
Nella nuova redistribuzione infatti vedete come i titoli e le immagini a corredo del messaggio promozionale entrino quasi completamente nello spazio in precedenza occupato dalla bacheca. Non chiedetevi perciò come mai vi caschi più spesso l'occhio sulle inserzioni.
Lato utente sicuramente un'azione intelligente può essere quella di chiudere i banner di poco interesse per sè in modo quantomeno di ricevere input meno invasivi possibili rispetto a quello che è il nostro universo di valori e di "acquisti".
Lato aziende direi che questo è il momento più propizio per investire fortemente sull'Adv Facebook. Definizione del target in base alle preferenze e ai dati socio-demografici e ridefinizione degli spazi daranno sicuramente un buon ritorno dell'investimento.

p.s.: tengo a precisare che la citazione musicale nell'incipit non è rappresentativa delle mie abitudini d'ascolto.

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Marketing (de)Generation

Interessante e divertente, ricordate? Sono i miei criteri (soggettivissimi) per scegliere gli argomenti di questo Blog. Stavolta, vorrei provare a sostenere che il tema trattato può far scaturire delle affascinanti riflessioni ma so che la questione è ardua.

Fatto sta che nell'arco di poche ore mi sono imbattuto in due degenerazioni di iniziative di promozione. Due "involuzioni" molto differenti fra loro ma entrambe segno che ogni tanto la situazione ci scappa di mano (a noi del settore).

La prima riguarda la pubblicità di un centro estetico di Settimo
Torinese. Inutile commentare la pochezza di un pay off che vorrebbe creare un fine doppio senso ma riesce solo a essere esplicitamente "sboccato". Complimenti al copy per l'intuizione.

Nel secondo caso si tratta della nuova impostazione grafica del packaging dei biscotti del Mulino Bianco. Un restyling vagamente ispirato al mondo letterario con la prima lettera gigante rispetto alle altre del nome del biscotto. La prima cosa che è venuta in mente a me è che se fosse successo mentre ero piccolo le mie colazioni di bravo scolaro, con davanti pacchi così, sarebbero diventate di botto molto più tristi e forse la mia crescita ne avrebbe risentito. A qualcun'altro però in mente, come prima cosa dev'essere venuto altro... un qualche tipo di collegamento a romanzi di formazione erotica stile Madame Bovary. Ed Ecco il risultato.

Ora, è chiaro che quando si ragiona sull'identità grafica di un prodotto è difficile prevedere che ci siano geni creativi di questa portata. In un mondo in cui l'istinto al marketing (e al social media marketing) sembra essere talento in crescente diffusione grazie agli UGC ci sarebbe solo da chiedersi se certi geni è meglio averli come clienti/enthusiast, oppure, come nel caso del centro estetico di cui sopra, inquadrati e pagati come copywriter.


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Investimenti pubblicitari nel 2010 [STATS]

Scrivo poco di pubblicità ma dopo aver letto il report Nielsen 2010 sull'Advertising una parentesi mi sembra d'obbligo. Guardando la tabella che riporta il focus sugli investimenti italiani è evidente come i media siano spaccati a metà. Da una parte Internet è quello che fa registrare il tasso di crescita maggiore (12,6%), dall'altra cartacei, periodici e free press e anche in piccola parte i quotidiani, sono quelli caratterizzati dal segno meno. Vita dura per l'ufficio stampa costretto a confrontarsi con redazioni sempre più povere e/o ridotte all'osso.

Nell'anno quasi finito la tv raccoglierà il 56% del totale degli investimenti e il totale degli investimenti online si avvicinerà molto a quello dei quotidiani.
Interessante anche la crescita degli investimenti radio (che non invecchia mai) e sul Direct Mail che se da molti illuminati è stata bocciata come forma pubblicitaria da anni, da altrettanti continua a far registrare segni positivi.
Per quanto riguarda i settori commerciali mi sembra degno di nota il dato secondo cui Automotive e Abbigliamento siano gli ambiti più interessati dal cambiamento del media mix con l'introduzione sostanziosa di investimenti sui nuovi media. Infine pare che saranno Servizi e Trasporti i settori protagonisti di questo cambiamento nel 2011. Ho già pronte un paio di idee viralissime da presentare all'ATM.