[STRATEGIE] Internet e Outernet, il Marketing Digitale spiegato a mia nonna
Negli ultimi tempi mi è capitato di dialogare con diverse realtà aziendali al loro primo approccio con l'universo apparentemente complesso del marketing digitale.
Negli ultimi tempi mi è capitato di dialogare con diverse realtà aziendali al loro primo approccio con l'universo apparentemente complesso del marketing digitale.
Dopo il successo della classifica dei Tweet più cazzoni del mese scorso ecco la top 10 di questo mese. Tra i temi scelti: La fine del mondo anticipata al 5 Giugno (secondo alcuni studiosi dei Maya), il Papa in visita a Milano, il CineVaticano con le declinazioni ecclesiastiche di pellicole storiche e la debacle dell'Italia di Calcio nell'ultima amichevole prima degli Europei. Come nel volume 1 procediamo a ritroso questa classifica stilata da un team di esperti.
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#10. johnny palomba @johnnypalomba
Justin Bieber, prima o poi dovevo analizzarlo. A prescindere dalle preferenze musicali di ognuno che lo si voglia o no è una Social Born Star.
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Riporto quasi alla lettera un'analisi interessante di Wordstream che compara i due più grandi network online di Display Advertising: Google Display Network e Facebook.
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Mi spiace dover scrivere nuovamente per un motivo doloroso che ha poco a che fare con quello di cui parlo in questo blog.
Stamattina a vibrare per la sveglia non è stato il cellulare come di consueto ma nuovamente tutta la stanza. Il terremoto. Di nuovo. A pochissimi giorni di distanza quando ancora non si era finito di contare i danni delle prime scosse eccone un'altro sciame sismico, potentissimo. Morti, feriti, crolli.
In mezzo a tutte queste faccende seguo sprazzi di conversazioni in TV, radio e Internet.
Su Facebook e Twitter, mi colpiscono due mobilitazioni. Una è quella di chi suggerisce di spendere i soldi della prevista parata del 2 giugno per aiutare le popolazioni terremotate. L'altra è quella degli scandalizzati per un Tweet di Groupalia (accompagnato da altri di aziende meno note) che propone un viaggio low cost a Santo Domingo per fuggire dalla paura del terremoto.
A primo sguardo, sia la mobilitazione contro lo sperpero di soldi del 2 giugno che contro un marketing becero come quello che a distanza di pochi minuti fa leva o ironizza su una tragedia sembrano lodevoli.
Qualcuno fa subito riferimento al potere della rete. Alla presa di coscienza di massa che nasce dal passaparola online.
Io, forse perchè mi ostino a non fermarmi al primo sguardo, vedo qualcosa che definisco "Deriva demagogica dei Social Network".
Sempre in tema Terremoto in Emilia... anche se non c'è un'invasione assurda di post come per Twitter anche su Pinterest, per la prima volta in Italia, gli utenti sembrano condividere le informazioni (in questo caso visual) a loro disposizione con gli altri utenti della rete.
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Eccolo, il momento che aspettavo per vedere se anche gli utenti italiani sono pronti al live twitting degli eventi.
Qualche minuto fa una scossa di terremoto in piena notte. Sono le 4 quando il soppalco mi si muove sulla testa. "Dio non farlo cascare". Lassù qualcuno ascolta.
Passato il momento in cui si riscopre la fede torno con i piedi per terra e cerco di capire cosa è successo. Niente in tv e sui media.
Su Twitter il finimondo... Scopro che a Venezia, Firenze, Padova, Bologna... Hanno ballato come me. La rete è sveglia e lucida.
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