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[INFOGRAPHIC] GDO e Social Media. Lidl, Carrefour e Conad le best practice da imitare.

Scegliereste un supermercato in base a quanto è bravo a comunicare su Facebook? Forse no, magari ci andate semplicemente perchè è il più vicino a casa vostra o perchè propone prodotti o prezzi migliori degli altri. Partendo da questo punto fermo però è innegabile che nel tempo inizierete ad affezionarvici, che in qualche modo le offerte, le suggestioni e tutti i messaggi che possono arrivarvi dai suoi canali online potranno influenzare le vostre scelte di consumo.
Basterebbe questo a motivare agli occhi di un'insegna della Grande Distribuzione Organizzata l'investimento in Social Media Marketing. Eppure non tutti la vedono allo stesso modo e a best practice di settore si alternano altri casi che mettono in luce player ancora poco convinte dell'utilità del Social nella propria strategia Marketing.

L'“Osservatorio Brands e Social Media”, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica ha da poche ore pubblicato i risultati salienti del sui studio dedicato alla GDO ed eccoli tutti riassunti in un'infografica.


Dai dati sembra primeggiare Lidl a livello di volumi di utenti raggiunti online (pensate che la pagina Lidl Italia su Facebook registra oltre un milione di fan) anche se Carrefour Italia, che ha solo un decimo del numero dei fan del suo competitor, è in assoluto il brand più completo a livello di presidi con un canale Twitter molto attivo e rilanci di tweet degli utenti e contenuti dedicati ai supermercati locali come questo:
Interessante valutare la tipologia di posting di entrambe queste insegne (vi consiglio di dare un'occhiata anche agli altri marchi).
Carrefour alterna molto taglio e creatività dei contenuti passando da contenuti a marchio carrefour molto generici rispetto ai brand di prodotto e pubblicati allo scopo di raccogliere "like" (vedi la banana split) ad altri più giocosi ma che presuppongono un commento fino ad arrivare al rilancio più esplicito di prodotti dei marchi presenti a scaffale.



Più "aggressiva" e forse premiante dal punto di vista della sostanza la strategia di Lidl che presenta si contenuti giocosi (vedi il quiz di seguito) ma che li alterna maggiormente con altri che evidenziano obiettivi di passaparola (vedi il post che mette in palio il box Stikeez, anche se in questo caso sembra un po' rischioso mettere in palio un premio senza che l'iniziativa sia configurata come concorsuale con ) o addirittura di vendita seguendo la modalità della promozione tradizionale via TV e volantino e declinandole in visual ad hoc. 




In questo senso il top di settore a livello di produzione di contenuto sembra essere rappresentato da Conad Italia con post Facebook di altissima qualità e un giusto mix di intrattenimento e promozione. Unica nota debole forse la frequenza di pubblicazione limitata a un contenuto al giorno ma che in un settore come questo potrebbe essere di molto superiore.



Tirando le somme direi che sono tre le considerazioni da fare a seguito di questa rapida Analisi: 
  • Il Social Media Marketing ha conquistato anche l'attenzione di gran parte della GDO ma ancora sembrano essere solo alcune le insegne che puntano in maniera decisa e sfruttano al meglio le opportunità offerte dai canali online.
  • Gli utenti online da un supermercato si aspettano tanto contenuti slegati dall'aspetto commerciale quanto quelli più tipicamente associati alle comunicazioni da volantino (seppure riadattate).
  • Sono ancora del tutto assenti alcune grandi insegne come Esselunga, PAM, Penny Market, In's, Unes, Gigante.

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[INFOGRAPHIC] Le Pagine Social e i Top Brand per numero di Fan e Interazioni - GENNAIO 2014

In passato ho detto spesso che per scrivere un piano editoriale su Facebook occorre da una parte una buona dose di creatività, entusiasmo e capacità i cogliere l'attimo e dall'altra tanta bravura nel definire una lista di categorie adeguate a cui attenersi in fase di ideazioni dei contenuti del piano editoriale. Nel post [SOCIAL VISUAL] Come usare la creatività per produrre 730 post all'anno trovare alcuni suggerimenti, altri sono nel post: . [SOCIAL CONTENT] Gli "How to", Snapguide e il nuovo canale Helpouts di Google. Altri ancora sono in arrivo. Intanto però resta valida l'indicazione generale sul guardarsi sempre attorno e studiare le case history per settore a livello di pagine e anche singoli contenuti che periodicamente s'impongono al top delle classifiche. Socialbackers ne tiene sempre traccia.

Ecco un po' di dati sull'andamento dei profili di brand su Facebook, Twitter e You Tube in Italia.

Nella prima chart appare evidente il gap tra facebook e gli altri due social network in quanto a numero di Fan/Follower medi per brand, mentre un'altra indicazione utile a farsi un'idea è sulla media mensile di post per ciascuna delle top 20 page. Per ognuno dei 40 post medi mensili su Facebook ce ne sono 4 corrispondenti su Twitter. Insomma un bel lavoro quello di gestire i cinguettii ogni giorno.
Per quanto riguarda i settori quello dei beni di consumo risulta il più "attraente" per numero di fan seguito dal fashion e dal mondo e-commerce.
Ma la potenza, lo sappiamo, è niente senza il controllo per cui al di là di rilevare il doppio primato di Nutella per numero di fan Facebook, di Valentino per numero di follower su Twitter e di L'Oreal e Pupa su You Tube per numero di Visualizzazioni e per numero di Iscritti al canale le metriche sull'engagement rate ci parlando di una grande, anzi grandissima, capacità di attrarre interazioni anche da parte di altri Marchi.
Su Facebook infatti la pagina di Algida è quella che attira di più i fan all'azione ma attenzione a non farsi ingannare nel valutare questo parametro necessariamente e sempre come positivo. In questo caso ad esempio il caso Winner Taco con la mobilitazione di migliaia di utenti in azioni di post bombing sulla pagina alla disperata richiesta di far rientrare in commercio questo gelato occupa 99,9% delle azioni. Al secondo posto nella graduatoria per numero di azioni dei fan sui post pubblicati c'è Pomellato con un tasso superiore al 4% (considerate che la media è di 0,21%), in questo caso positivo considerando la mancanza di commenti critici. Probabile però l'investimento economico in promoted post dal momento che nel mese seguente le interazioni tendono a scemare.
Sul fronte risposte agli utenti i leader sono gli operatori telefonici: Tim, Vodafone, Wind e 3 insieme a Poste italiane in grado di gestire una mole di commenti davvero elevata.
Infine tra i post singoli con il maggior numero di interazioni stacca tutti l'azione di Ferrero sulla pagina Pocket Coffee. In base al numero di condivisioni avvenute sul post dell'epifania, ben 17 mila, sembrano elevate le possibilità statistiche che abbiate trovato nella calza qualche cioccolatino al caffè.

Insomma forse ora avete una mappa di riferimento un po' più chiara. Continuate a monitorare questi dati e le pagine da cui arrivano in modo da farvi ispirare o da ritrovare il giusto feeling con i fan delle vostre pagine.

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[ANALYSIS] Perchè Facebook ha comprato Whatsapp, il Mobile avanza inesorabile.

Solo oggi mi accorgo quanto i picchi di lavoro quest'anno mi tengano lontano troppo spesso dalla condivisione di riflessioni su questo blog. Oggi giorno mi capita di fare tantissime soprattutto in fase di definizione delle strategie per i miei clienti e anche solo come promemoria futuro vorrei appuntarle da qualcheparte.

Quindi oggi mi impunto e un momento lo trovo. Parliamo di Whatsapp. Qualche settimana fa è stata annunciata l'acquisizione dell'azienda da parte di Facebook. Zuckerberg e compagnia hanno tirato fuori 19 miliardi di dollari e booom... affare fatto.

Affare per modo di dire perchè da più parti salta fuori quanto possa essere sovrastimato il valore per utente di ciascuno dei 400 milioni di user dell'applicazione di messaggistica.

Si parla di bolla della Social Economy eppure il gigante e signore e padrone delle connessioni social di tutto il mondo non può aver fatto uno shopping compulsivo senza averci ragionato su.

La risposta è dentro la parola Mobile. A fine del 2013 il fatturato di Facebook derivante da Mobile ha superato quello derivante dall'utilizzo desktop. La monetizzazione arriva sempre più dagli Smartphone e dai Tablet e su quelli occorre investire. E indovinate quale Applicazione a livello mondiale ha il primato di user attivi mensilmente? Esatto! Non solo, gli utenti di Whatsapp sono si i più attivi della media ma l'applicazione è anche in cima alle classifiche nella maggior parte dei paesi in cui non è Facebook il re.
Insomma una base utenti preziosissima sia per abitudini che per geolocalizzazione.

Illuminante a questo proposito l'infografica qui sotto che annalizza i dati delle applicazioni di messaggistica più diffuse a livello mondiale. E adesso qualcuno aspetta di capire come cambierà la nostra app preferita e se mentre scriveremo ai nostri amici di andare a mangiare una pizza verrà fuori la pubblicità del pub sotto casa.

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[Infografiche] Osare per Credere... Come ottenere il massimo della viralità da un'infografica

Dieci giorni fa su un blog verticale di cui ancora non avevo mai sentito parlare è stata pubblicata un'infografica sul rapporto tra sesso e cibo. L'infografica era questa:

(Fonte: Rodiola.it)
fare sesso brucia calorie ?

Non entro nello specifico sull'analisi grafica della realizzazione che in generale mi sembra molto ben riuscita. Va da se che ognuno di voi (o quasi) che l'ha appena scorsa l'avrà letta con un sorriso sul volto e l'idea che forse avrebbe potuto condividerla con la propria compagna/o, con uno o più amici o sulla propria bacheca facebook. Alcuni dopo averci pensato l'avranno anche fatto... Vista e condivisa.

Cosa è successo? Siete appena entrati a far parte di un processo di viralizzazione del contenuto. Tranquilli non è una cosa brutta, anzi. Le aziende pagherebbero per vedere i numeri dei propri contenuti crescere così tanto con pochi centinaia di euro di investimento. 

Pagherebbero si, il problema però è che dopo essersi sedute al tavolo a discutere della proposta fatta se gli si presentasse una cosa del genere direbbero: "stiamo più cauti" ... e allora i disegni vengono ammorbididi, i copy resi più impliciti, le parti più impattanti tagliate ed ecco il prototipo dell'infografica che lascia il tempo che trova.

Dati alla mano su un canale come il blog in questione in cui un post ha in media 10/15 like Facebook in relazione a questa infografica ne troviamo 27mila... oltre a svariati tweet e condivisioni su Google+

Non voglio convincervi a leggere ogni cosa con la chiave del sesso, ci mancherebbe ma ci sono contenuti (e il sesso è uno) che hanno in se, se presentati con un certo linguaggio testuale e visivo, una potenzialità virale importante.  Sta a ogni azienda, brand, responsabile marketing decidere se e quanto vuole realmente sfruttare quel potenziale e quanto invece preferisce l'altra strada, quella dell'inserzione, sicuramente più allineabile al il proprio stile ma altrettanto certamente più dispendiosa.

Intanto complimenti all'autore dell'infografica in questione, agli altri posso solo dire (una volta ancora): provate per credere, anzi: OSATE.

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[INFOGRAPHIC] I migliori canali Social dei Brand Moda Lusso

In questa infografica Unmetric confronta i brand top del settore Moda Lusso in quanto a performance quali-quantitative dei canali social.
Diversi i parametri per valutare i brand, dal banale numero di fan/follower/subscriber alla percentuale di engagement e ai tempi di risposta del agli utenti. Insomma un analisi accurata dalla quale emerge come success story social quella di DIOR che si piazza alla grande nella chart generale di Facebook (al terzo posto), Twitter (al primo) e You Tube (al primo sia per numero totale di views che di iscritti al canale e di Viralità dei video), Engagement Rate Facebook (al secondo posto).
Quelli di Dior appaiono nel settore dei maestri da imitare e da cui imparare soprattutto in ambito Video con un canale sempre molto aggiornato con contenuti spesso semplici dal punto di vista creativo ma sempre molto curati ed evocativi lato regia e fotografia.

Non di solo Dior vive il lusso ovviamente con grandi esempi di performance social che arrivano anche da: Luis Vuitton, marchio con il miglior Facebook Engagement e Burberry che storicamente è uno dei brand più presenti ed efficaci in quest'ambito.
Infine interessante il grafico sulla Content Strategy che premia come contenuto con il maggior interesse suscitato quello riguardante le nuove collezioni ma che mostra come siano davvero tanti gli spunti che i marchi propongano ai propri fan: dai post di prodotto (contenuto con il maggior numero di post) alle domande rivolte ai fan, dale campagne pubblicitarie ai contest passando per la CSR, gli eventi e il coinvolgimento di testimonial famosi.

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[INFOGRAPHIC] 2012, un anno di Social Media

L'arrivo di Pinterest, il dominio di Facebook su G+ e il suo flop in borsa, l'acquisto di Instagram e il suo boom di utenti, il successo dei Tweet televisivi e del profilo del Papa, la conferma di LinkedIn, il tormentone del GanGnam Style... Per chi quest'anno si fosse perso qualcosa o per chi ha la memoria breve ecco un'infografica che riassume mese per mese tutti i principali avvenimenti del mondo "Social" del 2012. Una rapida carrellata utile a capire quali trend sono stati cavalcati con successo e a ipotizzare le nuove derive digitali del 2013. 
Noi siamo pronti a iniziare il nuovo calendario. Dal muro però non toglieremo questo, guardarsi alle spalle aiuta a scegliere meglio.

E con questo auguro a lettori affezionati e casuali inciampatori di google SERP un BUON ANNO! 



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[CHRISTMAS MARKETING] Analizzare i Trend dello Shopping Natalizio per pianificare le proprie campagne

Inizia novembre e oltre alla festa di Halloween, alle castagne al forno e alla caduta dei capelli ci troviamo come ogni anno ad affrontare il grande quesito: I REGALI DI NATALE.
Se da una parte, da consumatore, ognuno percorre le strade più o meno elaborate o precise per arrivare alla scelta dei regali da fare, dall'altra, da professionisti del marketing, si cerca di rendere la strada meno improvvisata possibile.

Parlo chiaramente di programmare al meglio il timing e le percentuali di spesa per settimana delle proprie campagne sia Online che Offline. Anche se in questo caso i dati sono riferiti al mercato statunitense ecco un'indicazione iniziale (spero di trovarne altre) che ho trovato molto utile per decidere come allocare il budget a disposizione. 

Nei primi dati vediamo la distribuzione basata sulle risposte alla domanda "Quando inizia lo shopping natalizio?". Il picco evidente è nel mese di Novembre per cui la prima indicazione sicuramente è quella di farsi trovare durante il mese. E fin qua... tutto come previsto. Risulta meno banale il fatto che gli Early Bird Shopper, coloro che per primi approcciono lo shopping per le vacanze, appaiano numerosi nel mese di Ottobre (22,1% secondi i dati BIGinsight).

Secondo i dati  LivePerson addirittura il 29%, più di un quarto degli Shoppers, pianifica i suoi regali ancora prima di Ottobre.

A completare coerentemente il quadro ci sono i dati che mostrano la ripartizione delle campagne di marketing dei Retailer Online statunitensi. La maggior parte dei lanci avviene verso la fine di Ottobre ma c'è ben il 38,5% che occupa il periodo precedente. Se andiamo indietro di qualche anno la percentuale di venditori online che iniziavano le proprie campagne prima della fine di ottobre arrivava al 40,3% (dato 2009).
Insomma sembrerebbe non essere (quasi) mai troppo presto per far partire alcune iniziative con la keyword "Natale" a fare da driver. Chiaramente mai esagerare e per avere una controprova ha senso consultare i dati sulle ricerche, questa volta Italiane, su combinazioni di parole come: "idee regali natale". Le indicazioni del 2011 in questo caso coincidono con il timing dei lanci che abbiamo visto precedentemente un po' meno con le indicazioni generali viste in apertura di post in cui diversi utenti sembrano partire nella loro ricerca addirittura a settembre. 
Sembra logico concludere che nonostante ci sia una mobilitazione generale già prima della seconda metà di ottobre per quanto riguarda le campagne che muovono i propri passi esclusivamente online non valga la pena disperdere una percentuale eccessiva prima dell'inizio di Novembre. Addirittura i dati italiani suggeriscono di attivare la spinta maggiore solo dopo la prima settimana di novembre. Non fatevi dunque prendere dall'ansia da risultato, è importante essere competitivi nel periodo in cui si concentrano sia la domanda che l'esigenza di acquisto. Farsi trovare prima potrebbe essere più semplice ma magari inutile ai fini dell'acquisto (avendo tempi larghi molti inizieranno a informarsi con l'intenzione di confrontare con calma prezzi e prodotto) e sicuramente i volumi prodotti sarebbero esigui rispetto all'investimento.
Di seguito la classifica ComScore con l'andamento delle vendite degli ultimi 5 anni nelle 8 settimane prima di natale (più quella successiva). Valutate voi a questo punto come dividere in modo sensato il vostro investimento.
Mettendo insieme i pezzi personalmente consiglierei di:

  • iniziare le campagne promozionali online dedicate la natale tra il 28 Ottobre e il 2 Novembre
  • distribuire in maniera equa fino al 14 novembre (15 giorni) il 15% del budget disponibile
  • dal 14 novembre fino alla prima decina di dicembre (25 giorni) spendere il 40% della cifra stanziata
  • tenervi un buon 40% del budget da esplodere tra l'11 e il 20 Dicembre (10 Giorni).
  • spendere il restante 5% tra il 21 e il 26 (7 giorni)
AVVERTENZE: Naturalmente state attenti a valutare questi consigli adattandoli al vostro business. Se vendete viaggi non sarebbe consigliata la stessa concentrazione che se commercializzate lettori mp3 o piccola oggettistica  da regalo. Stesso discorso per chi vuole portare utenti in un negozio fisico (e può farlo fino al giorno di natale) rispetto che su un e-commerce in caso si commercializzino prodotti fisici bisognerà considerare i tempi di consegna della merce come vincolo all'acquisto. In quest'ultimo caso il consiglio è: organizzatevi per fornire la consegna garantita in 24h (magari pagando una piccola sovrattassa) che vi permetterebbe di spingere il vostro business fino al giorno di natale facendoci una campagna che sottolinea questo aspetto. Sareste una manna dal cielo per tutti il LastMinute Buyer.


Chiudo con una nota "stonata" sui risultati da attendersi in termini di vendite nel 2012. Beh, in tempo di crisi, sembrano essere al ribasso rispetto all'anno scorso. Forse proprio per questo è bene non sperperare il budget destinato alla promozione: PIANIFICATE.

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[Olimpiadi] Le 10 infografiche da non perdere su Londra 2012

Agosto, caldo Agosto. Ferie, sole, mare, lavoro di soppiatto, qualche mail gestita dallo smartphone, zuppa di crostacei a pranzo e il pomeriggio frammenti di olimpiadi alla Tv per avere qualcosa in sottofondo. Per gli appassionati di statistiche e numeri (anche questi da tenere in sottofondo mentre cazzeggiate) ecco le 10 infografiche da non perdere su Londra 2012.


1. Olimpiadi e Social Media
Iniziamo con un confronto tra l'ultima edizione delle olimpiadi e l'attuale dal punto di  vista SOCIAL.


2. La storia
Per capire meglio di cosa parliamo quando parliamo di Olimpiadi. Atleti, sport, nazioni, medaglie, anni e paesi. La storia delle olimpiadi moderne concentrata in pochi centimetri.


 3. I costi
A proposito di storia. Ecco come sono aumentati i costi delle Olimpiadi di edizione in edizione

4. Il Buzz olimpico
Qui i temi più discussi attorno all'evento 


5. I Record Olimpici
I più medagliati, i più giovani, i più vecchi, i team invincibili... 


6. Gli Sponsor
perchè come ogni competizione con una platea mondiale gli investimenti pubblicitari fioccano. Ecco chi ha vinto quelli attorno agli sportivi britannici.


7. La torcia
Qualcuno ha pensato bene di fare un'infografica anche sui "check-in" del tour della torcia olimpica
8. I campi olimpici
Una mappa con le venue dei vari sport così siamo sicuri di non perderci

9. Le top App olimpioniche
Perchè se è vero che saranno le Olimpiadi più viste su dispositivi Mobile è importante scegliere la maniera migliore per restare aggiornati.
Top Apps for the London Summer Olympics
Via: Cheap Hotels



10. Un'analisi media della competizione
Come dove con chi e quali eventi stiamo guardando gli eventi di Londra 2012



(+1). TUTTI I NUMERI
Chiudo con un riassunto di tutti i numeri principali dei giochi olimpici. 

Bene adesso potete tornare al vostro caffè shakerato.
Buone Vacanze.

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[Infographic] Gli stipendi dei professionisti del Social Media

Pubblico questa infografica che gira online da qualche tempo, l'obiettivo reale è quello di riflettere su quanto siano valutate negli USA le diverse professioni che hanno a che fare con il social media marketing con range di stipendi che non si avvicinano minimamente alle medie italiane. Ce ne fosse mai bisogno la cosa che appare più chiara è dunque la maturità di questa professione negli Stati Uniti rispetto che da noi.

Quella che invece appare più interessante e meno scontata è la ripartizione delle varie figure sul totale dei professionisti del settore. Se da un lato i produttori di contenuto (Blogger e Copywriter) rappresentano con il 30% la fetta più importante della torta, dall'altro sono i Marketing Manager (social) a salire sul secondo gradino del podio. Meno presenti invece altre figure che, almeno per certe attività rappresentano risorse attive quotidianamente come i Community Manager, solo il 5% dei professionisti del settore e sopratutto i Public Relation (Brand Manager), il 7%, quasi come se il concetto di relazioni pubbliche non sia poi così importabile nell'universo online partendo da quello delle RP tradizionali. 

Chiaramente per ora si tratta di una riflessione molto superficiale ma che vale la pena tenere in considerazione e approfondire in modo da aver chiara la direzione verso cui investire nei panni di un'agenzia di comunicazione.

 Non mi sorprende infine la concentrazione nella East e nella West cost dei professionisti del settore e la quasi totale al centro nel cetro degli States. E' un po' come cercare un social media strategist in Calabria o nella mia Puglia, difficile trovarne e sopratutto difficile imbattersi in profili di alto livello. In questo (purtroppo) la digitalizzazione non ha ancora prodotto grossi effetti di delocalizzazione delle professioni.

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[INFOGRAPHIC] How to make Sushi

Ecco finalmente un'infografica utile a cambiarci la vita. Per i fanatici del Sushi, ecco il bignami della felicità. Per gli altri... "che brutta vita vi siete scelti".





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[Infographic] Facebook vs Google: Display Advertising a confronto

Riporto quasi alla lettera un'analisi interessante di Wordstream che compara i due più grandi network online di Display Advertising: Google Display Network e Facebook.

Dall'analisi risulta evidente che GDN fornisca agli inserzionisti un valore significativamente maggiore rispetto a quello dell'ADV Facebook. Il socialnetwork più grande del mondo, infatti, nonostante i grandi investimenti nel miglioramento della propria piattaforma in termini di funzionalità, template e user experience non ha fatto evolvere in modo altrettanto significativo il canale advertising.

5 i parametri analizzati: il pubblico raggiunto, i ricavi e la crescita, le performance, le possibilità di targettizazione e i formati.


Sul primo, la portata, c'è da dire che da una parte Google vanta un potenziale pubblico raggiungibile pari al 91% degli utenti online (vs 51% di FB), dall'altra, Facebook vanta un maggior numero di pagine viste per mese: 1.000 Miliardi (contro 180 miliardi di Google).
In sostanza seppur meno persone utilizzino Facebook rispetto alla rete Google lo facciano per più tempo. Difficile scegliere dunque un vincitore in questa categoria.

Per quanto riguarda revenue e tassi di crescita Facebook cresce molto ma non tiene il passo con la crescita della sua base utenti. Un punto in più dunque per Google che nel primo trimestre 2012 fa segnare revenue pari a 2,9 miliardi di dollari.

Passiamo alle performance. Le Facebook Ads registrano un click-through rate (CTR) molto basso (0,05%) appena la metà della media del settore per banner pubblicitari e ben dici volte più bassa del CTR medio del Google Display Network (0,4%) (negli Stati Uniti). 

Le ragioni, e andiamo ai parametri successivi, possono essere legate ai formati e alle opzioni di targeting che aiutano a dare rilevanza da una parte e pertinenza dalll'altra all'annuncio stesso. 
I vantaggi di Google su FB appaiono chiari già nel sistema di reportistica. Maggiori i dettagli misurabili e settabili per ottimizzare l'annuncio di Big G rispetto a quello Facebook. Ma non è detto che sia solo questo. Un'altra spiegazione potrebbe essere semplicemente insita nella tipologia di utente, ovvero gli quelli che navigano all'interno di un social network sono meno sensibili ai banner rispetto a quelli (o a loro stessi) che navigano all'interno di altri siti web. 

I gap Facebook per quanto riguarda il targeting sono relativi all'impossibilità di: veicolare annunci via mobile (un buco enorme, soprattutto considerando l'uso crescente del web da mobile), effettuare retargeting (o remarketing), assenza di una rete di siti partner, impossibilità di customizzare annunci per parole chiave (simile la customizzazione per temi ma non è la stessa cosa) o di utilizzare le opzioni di targeting contestuale per gli annunci display. Buchi enormi considerando che Google fornisce ciascuna di queste opzioni.

Passiamo infine ai formati. Facebook ha solo due opzioni: gli annunci standard composti da testo più un'immagine e le sponsored story. Innumerevoli invece le possibilità offerte da Google Ad Network: annunci di testo, annunci illustrati, annunci  flash-based illustrati, annunci video, annunci in formato web mobile e all'interno di giochi. 

In conclusione, Facebook offre agli inserzionisti un valore pubblicitario inferiore a quanto offerto nella Rete Display di Google, anche e forse sopratutto per quesito quest'ultimo registra entrate tre volte superiori a quelle Facebook e sta di conseguenza crescendo più rapidamente.

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[Infographic] Una giornata tipo su Internet.

Carina e immediata questa infografica (era un po' che non ne pubblicavo una) che mostra i principali numeri legati alle abitudini online degli utenti nell'arco delle 24 ore.
  • 294 miliardi di e-mail spedite,
  • 2 milioni di post pubblicati sui blog,
  • 172 milioni di utenti unici visitano Facebook (trascorrendo in totale 4 miliardi di minuti)
  • 250 milioni di foto pubblicate sul social network più grande del mondo,
  • 864 mila ore di video caricate su You Tube
  • 35 milioni di apps scaricate (1288 quelle nuove disponibili al download)
  • 378 mila iPhone Venduti, un numero che supera quello di bambini nati nelle 24h.
E' chiaro che su base mondiale questi numeri sono "spaventosi" e occorre contestualizzarli ma l'informazione e il singolo messaggio continua la sua corsa inarrestabile verso l'autocombustione.
E' evidente una cosa però: che abbiamo superato da un pezzo la soglia di gestibilità di profili social, mail ricevute, amici virtuali con cui relazionarsi e verso cui parlare attraverso le varie forme multimediali concesseci. Anche le piattaforme che teoricamente dovrebbero aiutarci ad aggregare i Blog letti (vedi google reader) o i social network usati con le varie app per la pubblicazione automatica sui vari profili vanno a ingarbugliare i flussi.

Per i brand si aprirà l'era della comunicazione usa e getta? Meno qualità della produzione dei materiali in nome di una maggiore costanza e diversificazione dei messaggi? Come sempre partendo da questo input proverò a far quadrare il cerchio e poi se mi va bene invento il nuovo Pinterest viceversa scrivo un libro come fanno tutti i "saggi".


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A Day in the Internet
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LinkedIn, 100 milioni di membri e un'infografica [Infographic]




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LinkedIn, in Usa soprattutto venditori finanziari [INFOGRAPHIC]

Un'infografica pret a porter per farsi un'idea di chi trovate sul principale social network BtoB del mondo. Se siete li per vendere, rassegnatevi, non siete i soli. Se cercate qualcuno dei settori Finanziario, Tecnologico o Medico allora siete nel posto giusto. Ecco i dati riferiti agli stati uniti tratti da una ricerca di Gigya.

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Come i Marketer stanno utilizzano i Social Media nel 2010 [INFOGRAFICA]

Ok, lo ammetto, sono schiavo delle Infografiche. Cioè non riesco ad uscirne, è come una droga. Sono belli tutti quei graficini, quei diagrammi a torta, quei numeri e gli andamenti cronologici del sistema universo. Vorrei scremare altrimenti 9 post su 10 finiscono per sputare fuori altre immagini, altre sublimi creazioni di pasticceria del web. Ogni volta che faccio questo buon proposito però trovo qualcosa di simpatico o di interessante (i miei criteri di scelta) per cui rimando a domani la dieta.

In questo caso l'infografica mostra come cresca l'utilizzo dei social media in ambito marketing (e fin qui nulla di nuovo, seppure è sempre utile avere qualche chart interessante da condividere con i clienti) ma soprattutto mostra la top ten delle domande più frequenti sul social media marketing, da oggi proverò a rispondere a ognuna di queste domande. Non che non lo stia già facendo all'interno di questo blog ma voglio vedere se sistematizzare la cosa porta qualche vantaggio o stimolo in più.

A voi il giudizio sul resto.

Everybody’s Doing It: How Marketers Are Utilizing Social Media In 2010
Flowtown - Social Media Marketing Application

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Free Friday: Web designer vs web developer

Geniale e ironica Infografica che ho appena regalato ai nostri responsabili dell'area Design e di quella Sviluppo. Tra un po' torno di la e faccio un sondaggio utile a una localizzazione della stessa infografica per la nostra agenzia. Per ora confermo la differenza d'approccio ai pantaloni

anche se i web designer italiani amano i bermuda più degli skinny jeans. La donna il loro unico punto di contatto? Forse si. Di solito però gliele porta via un PR che passa di la in quel momento.


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Mappa delle Community del Web [INFOGRAPHIC]

Per onestà intellettuale devo premettere che non mi è ancora chiarissimo se questa mappa sia utile o meno a farsi un'idea della rilevanza delle community online e se a livello grafico non ci siano 1001 modi migliori per rendere il concetto (e i dati), ma volete mettere la fatica nel ricreare demiurgicamente (avverbio orribile, lo so) il mondo social? Va premiata.

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fruizione dei media moderni [INFOGRAPHIC]

Anche se questa infografica è ristretta agli Stati Uniti è interessante avere un'idea della fruizione dei media da parte del consumatore moderno. Naturalmente... in attesa che anche l'iPad guadagni consistenti percentuali.



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Quello che non sapete su Facebook

Ecco una carina infografica con una raccolta di dati e informazioni più o meno curiose sul social network più celebre del mondo (il secondo sito più visitato dopo google).
Tra le altre cose: le pagine più popolari su FB sono quella di Michael Jackson e Omer Simpson, ogni mese si spendono su facebook nel complesso 8,3 miliardi di ore, 130 sono gli amici di un utente medio di facebook, 550 mila il numero di applicazioni attive, alcuni psicologi hanno identificato specifici disturbi mentali legati a facebook... ok, ok.. non vado avanti altrimenti qualcuno lo diagnosticherà anche a me. Scorretevi l'infografica.

Facebook: What You Probably Didn't Know