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[INFOGRAPHIC] GDO e Social Media. Lidl, Carrefour e Conad le best practice da imitare.

Scegliereste un supermercato in base a quanto è bravo a comunicare su Facebook? Forse no, magari ci andate semplicemente perchè è il più vicino a casa vostra o perchè propone prodotti o prezzi migliori degli altri. Partendo da questo punto fermo però è innegabile che nel tempo inizierete ad affezionarvici, che in qualche modo le offerte, le suggestioni e tutti i messaggi che possono arrivarvi dai suoi canali online potranno influenzare le vostre scelte di consumo.
Basterebbe questo a motivare agli occhi di un'insegna della Grande Distribuzione Organizzata l'investimento in Social Media Marketing. Eppure non tutti la vedono allo stesso modo e a best practice di settore si alternano altri casi che mettono in luce player ancora poco convinte dell'utilità del Social nella propria strategia Marketing.

L'“Osservatorio Brands e Social Media”, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica ha da poche ore pubblicato i risultati salienti del sui studio dedicato alla GDO ed eccoli tutti riassunti in un'infografica.


Dai dati sembra primeggiare Lidl a livello di volumi di utenti raggiunti online (pensate che la pagina Lidl Italia su Facebook registra oltre un milione di fan) anche se Carrefour Italia, che ha solo un decimo del numero dei fan del suo competitor, è in assoluto il brand più completo a livello di presidi con un canale Twitter molto attivo e rilanci di tweet degli utenti e contenuti dedicati ai supermercati locali come questo:
Interessante valutare la tipologia di posting di entrambe queste insegne (vi consiglio di dare un'occhiata anche agli altri marchi).
Carrefour alterna molto taglio e creatività dei contenuti passando da contenuti a marchio carrefour molto generici rispetto ai brand di prodotto e pubblicati allo scopo di raccogliere "like" (vedi la banana split) ad altri più giocosi ma che presuppongono un commento fino ad arrivare al rilancio più esplicito di prodotti dei marchi presenti a scaffale.



Più "aggressiva" e forse premiante dal punto di vista della sostanza la strategia di Lidl che presenta si contenuti giocosi (vedi il quiz di seguito) ma che li alterna maggiormente con altri che evidenziano obiettivi di passaparola (vedi il post che mette in palio il box Stikeez, anche se in questo caso sembra un po' rischioso mettere in palio un premio senza che l'iniziativa sia configurata come concorsuale con ) o addirittura di vendita seguendo la modalità della promozione tradizionale via TV e volantino e declinandole in visual ad hoc. 




In questo senso il top di settore a livello di produzione di contenuto sembra essere rappresentato da Conad Italia con post Facebook di altissima qualità e un giusto mix di intrattenimento e promozione. Unica nota debole forse la frequenza di pubblicazione limitata a un contenuto al giorno ma che in un settore come questo potrebbe essere di molto superiore.



Tirando le somme direi che sono tre le considerazioni da fare a seguito di questa rapida Analisi: 
  • Il Social Media Marketing ha conquistato anche l'attenzione di gran parte della GDO ma ancora sembrano essere solo alcune le insegne che puntano in maniera decisa e sfruttano al meglio le opportunità offerte dai canali online.
  • Gli utenti online da un supermercato si aspettano tanto contenuti slegati dall'aspetto commerciale quanto quelli più tipicamente associati alle comunicazioni da volantino (seppure riadattate).
  • Sono ancora del tutto assenti alcune grandi insegne come Esselunga, PAM, Penny Market, In's, Unes, Gigante.

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[SOCIAL CONTENT] Come decidere cosa postare su Facebook e Twitter: i trend topic.

In alcuni post precedenti ho condiviso alcune suggestioni e qualche suggerimento utile alla compilazione del cosiddetto "piano editoriale" social di un brand.


Oggi aggiungo un'altra piccola importante attività da integrare alle vostre abitudini giornaliere: il monitoraggio dei trend online. In poche parole fate in modo di conoscere e di conseguenza di postare sui temi che ogni giorno gli utenti stanno cercando online o su quelli di cui stanno già parlando. Perché questa attività funzioni è fondamentale una componente: la tempestività.

COME FARE:
Ipotizziamo che siate community manager per un marchio produttore di smartphone.
  1. Individua un tema coerente (anche un po' alla larga) con i contenuti della tua brand page. Per farlo utilizza Google Trends, lo strumento di Google che mostra giorno per giorno i temi più cercati dagli utenti (di seguito il widget importabile all'interno di un sito o gruppo di lavoro online).
    Potrai scegliere tra i temi più cercati quello che cita Il titolo di un film, ad esempio "il cavaliere oscuro" che sarà in onda in prima serata.
  2. Crea un'associazione con un valore o un prodotto del marchio in modo da produrre un contenuto originale.
    Tornando all'esempio, se hai scelto il titolo di un film potresti pensare a come possa essere la visione dello stesso su uno dei modelli di smartphone a catalogo in modo da esaltarne i colori, la risoluzione o le dimensioni dello schermo.
  3. Declina testualmente e graficamente il tutto facendo attenzione ai diritti d'autore.
    Potresti scrivere: "Se la saga del Cavaliere Oscuro vi appassiona provate a portarla con voi e vederla ovunque con il nostro ModelloXX" accompagnando al testo una grafica in cui nel display del vostro modello di cellulare richiamate il mondo dei fumetti o del film in oggetto senza però utilizzare un'immagine protetta dai diritti d'autore.
  4. Postate entro due-tre ore da quando avete rilevato il trend
Chiaramente la stessa dinamica è possibile utilizzarla per l'ideazione di contenuti sia su Facebook che su Twitter con un'aggiunta in più in questo secondo social network, ovvero la possibilità di incrociare ai temi più cercati anche quelli più discussi - grazie ai Trend di Twitter (vedi schermata sotto). In questo modo sarà possibile scegliere in quali "discussioni social" andare a collocare il vostro messaggio ed eventualmente quali utenti citare nel momento in cui il vostro contenuto dovesse essere davvero originale e ingaggiante.


Ultima raccomandazione. Mi raccomando, valutate sempre bene l'opportunità di associare il marchio o i suoi prodotto ai vari temi oggetto dei trend. In passato grandi marchi hanno commesso gravissimi errori cercando di cavalcare con messaggi promozionali discussioni su temi delicatissimi trascendendo nel cattivo gusto e venendo criticati da utenti e mass media.

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[Dati Pinterest] Quanti utenti Italiani utilizzano Pinterest con frequenza? Update Ottobre 2013.

Le aziende si affannano a richiedere ai propri fornitori social l'apertura di un canale Pinterest Aziendale. In altri casi sono proprio le agenzie a proporlo. Non entro nel merito se sia giusto o meno adottare Pinterest come strumento di marketing. Le potenzialità sono diverse a seconda che si consideri uno specifico settore (alcuni funzionano più di altri)o uno specifico obiettivo (engagement piuttosto che lead generation).

Insomma più che entrare nel dettaglio delle riflessioni strategiche come faccio un paio di volte all'anno mi fermo nuovamente ad analizzare i dati per capire quanti utenti, oggi, si può pensare di raggiungere in Italia tramite questo social network visual.

 Secondo un po' di dati che ho raccolto in rete gli utenti Pinterest sono 70 mln al mondo (almeno lo erano qualche mese fa, a Luglio, adesso si suppone che si sia vicini agli 80). La maggior parte arriva dagli USA e di questi solo meno di 1 milione è attivo in Italia (per avere un idea su FB sono 24 Milioni gli utenti italiani iscritti e 17 milioni quelli attivi assiduamente).

 

Insomma la crescita c'è ma è ancora ridotta rispetto alle potenzialità di un social network così generalista. Pensate che nel mese di settembre sono stimate, nel mondo, 131 Milioni di visite all'indirizzo Pinterest.com con una permanenza media sul sito di 8 minuti per ogni visita (contro i 22 minuti medi di permanenza su FB che mensilmente ha quasi 18 miliardi di visite.

Non male come differenza.
Se andiamo a vedere i paesi da cui arrivano le visite del mese di Settembre siamo ancora con un forte predominio USA anche se rispetto agli ultimi dati ufficiali gli accessi sembrano più spalmanti.


In Italia la percentuale è dell'1,16% per cui facendo una rapida equazione le visite mensili totali a Settembre 2013 ammonterebbero a poco più di 1 Milione e Mezzo. Chiaramente parliamo di visite e non di utenti unici per cui il dato di utenza al di sotto del milione sembrerebbe essere confermato.

Chiudo il post con un'interessante indicazione sui referral, ovvero i siti esterni che portano accessi a Pinterest e sulle pagine di destinazione degli utenti che cliccano sui link presenti in Pinterest. In entrambe le classifiche spicca, oltre Buzz Feed, portale/aggregatore dei trend del web anche Etsy, il social e-shop in cui tutti possono comprare e vendere oggetti di design, vertiti, gioielli, etc.. a testimonianza di come questo social, più di altri abbia un forte orientamento e un collegamento più diretto ad attività di vendita oltre che di pura awareness.





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[INFOGRAPHIC] Top Brand Facebook. Benchmarking... l'ingrediente segreto

Non sono in vacanza, chiariamolo subito. Lo scorso anno i primi due mesi dell'anno li avevo passati in Argentina vagando tra i monti e le pianure della Patagonia per cui non vorrei che qualcuno pensasse che il pellegrinaggio sudamericano sia per me un atto rituale. Non lo è, tranquilli.
Semplicemente in queste settimane di assenza facevo trekking a testa bassa nel mondo del Social (e ancora è così). 
L'ho sempre detto e lo ripeterò a lungo ancora: se vuoi capire cosa fare per un progetto non dimenticarti mai di vedere cosa sta succedendo nel mondo che ti circonda. La genialità creativa (per chi ritiene di avercene almeno un po') da sola non basta ad ottenere i risultati.

Ecco allora che servono un paio di liste da tenere d'occhio. In questo mi aiutano molto i numerosi tool di monitoraggio Social. In questo caso Blogmeter con le sue due più recenti classifiche mensili dei brand Facebook con maggior numero di nuovi Fan, miglior Engagement Rate e migliori tempi di risposta.

Guardatele e fatevi delle domande. Cercate di capire perchè ad esempio la pagina Facebook della Sampdoria è negli ultimi due mesi quella sportiva con il più alto grado di interazione oppure perchè Poste Mobile è il marchio più reattivo a rispondere agli utenti e se questo risulta un fattore premiante. 
Guardate le iniziative "social" di Philadelphia che sembrano riscuotere tanto interesse e chiedetevi qual'è la ricetta (scusate il gioco di parole) per un successo così grande. Infine cercate di comprendere quanti nuovi fan arrivino nelle pagine top del mese in modo organico, magari a seguito di un'elevata esposizione mediatica, e quanti invece possono essere correlati a grandi spinte ADV. 

Alcune di queste risposte, come è successo a me, potrebbero entrare a far parte della vostra prossima strategia di Social Media Marketing.
Benchmarking... l'ingrediente segreto. 





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[DATI] Pinterest in Italia. Update Novembre 2012. E' meglio Instagram?

E' passato un anno dal boom di Pinterest e dai picchi di notizie, post e commenti che hanno mobilitato tutto il mondo dei Digital Market. Tutti in cerca del killer social network da proporre ai clienti.
Già a Marzo mi chiedevo se valesse la pena inserire Pinterest nella propria strategia di Social Media Marketing. Allora i dati sul mercato italiano mostrava una base utenti ancora poco matura numericamente (240 mila/mese) ma il nuovo social network lasciava intravedere buone potenzialità come strumento di analisi del marcato, un vero specchio degli interessi degli utenti per quanto riguarda: settori, prodotti, stili di comunicazione (soprattutto Visual). Due mesi dopo, a Maggio, gli utenti erano cresciuti fino a raggiungere una quota stimata di 360 mila visitatori al mese (fonte Google AdPlanner). Ancora troppo pochi però per suggerire investimenti di tempo ai clienti.

Intanto il tempo passa e Pinterst continua la sua ascesa, sicurmente meno rapida che nel paese d'origine (gli Usa) ma costante. E' di qualche giorno fa la notizia dell'ingresso del Social Network delle puntine nella Top 50 ComScore dei siti più visitati negli Stati Uniti con oltre 25 milioni di utenti. In Italia siamo molto indietro, le stime parlano di un numero vicino ai 500 mila visitatori. Se si pensa che per altri social network come Twitter, Linked In e Google+ parliamo di numeri variabili tra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni e 600 mila visitatori mensili appare utile piuttosto di disperdere tempo su un nuovo canale, per quanto affascinante, concentrarsi meglio su quelli già esistenti con più alto potenziale di pubblici.

Qualche cliente obietterà: "Ma tutti ne parlano e poi il mio brand ha una grande quantità di materiale visual e vorrei sfruttarlo su piattaforme verticali". Benissimo, proviamo a fare un Benchmarking sulle 3 piattaforme con caratteristiche social più utilizziate in ambito fotografico: Pinterest, Flickr e Instagram.
Mentre Flickr (75° nel rank Alexa) e Pinterest (92° nel rank Alexa) riscuotono un interesse pressochè costante nell'arco dell'anno vediamo come da aprile, data dell'acquisizione da parte di Facebook, Instagram (133° nel rank Alexa pur non offrendo una versione desktop) balza in testa alle preferenze degli Italiani. Questo è solo il primo dei diversi motivi per cui Instagram appare più indicato di Pinterst all'inserimento fra i touch point del brand. Trattandosi di uno strumento Social quasi esclusivamente Mobile (rispetto a Pinterest che esprime il suo meglio nella versione desktop) Instagram rappresenta anche un modo per diversificare in maniera multicanale l'approccio al cliente. Ultimo fattore a far pendere l'ago della bilancia versi il tool per la produzione di foto vintage è la presenza in Italia di tutta una serie di community geolocalizzate, piccole ma attivissime, i cosiddetti: Instagramers che possono essere coinvolti con successo in iniziative creative brandizzate.

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[BAD PRACTICE] Un Follower non è un Fan. Il caso Twitter di Job24

C'è una cosa che da sempre cerchiamo di illustrare ai Brand che scelgono di aprirsi al mondo Social: Essere social significa cambiare prospettiva rispetto alle attività di comunicazione/promozione. Usiamo parole come: trasparenza, comunicazione bidirezionale (o meglio relazione), rispetto delle opinioni, apertura alle critiche, etc..

Insomma stressiamo al massimo il punto secondo cui non si possono utilizzare canali Social con un'idea tradizionale di comunicazione che va da uno (l'azienda) a molti (i consumatori). Lo facciamo per non trovarci in poco meno di mezzo secondo dall'apertura di Pagine Facebook o profili Twitter in bufere mediatiche che l'Uragano Sandy in confronto sembra una brezza.

Ecco, noi, i consulenti/comunicatori da una parte e loro, le aziende, dall'altro.
Ma cosa succede quando a usare i social è un professionista dell'Informazione? Ci si aspetta che, al pari di un consulente conosca il mezzo che utilizza e le logiche che lo governano. Ci si aspetta che lui per primo contribuisca a un'evoluzione positiva e a una diffusione delle potenzialità dello stesso. Insomma, nel peggiore dei casi si può ammettere un uso standard del mezzo che magari per mancanza di tempo viene  interpretato come strumento per un'allargamento del pubblico piuttosto che come un luogo in cui poter imparare e arricchire i contenuti dell'informazione diffusa.

Ci si aspetta tutto tranne di assistere a una zuffa digitale (seppure con qualche tono sarcastico e citazioni di livello). E' quello che è successo ieri sul profilo Twitter di @Job24 de Il Sole 24 Ore di cui la giornalista social oriented scivola inizialmente in critiche a un utente che cita l'account del Sole in un suo Tweet e poi persevera nell'errore trasformando un dialogo che potrebbe essere costruttivo e mostrare l'apertura di una delle prime testate nazionali in un esempio di quello che non bisognerebbe mai fare online.

Un riassunto di quello che è successo in un minuto di slide Storify:


In seguito online si è scatenato un tormentone fatto di citazioni più o meno cortesi, ironiche, paradossali, fatto di post, articoli con un esercito di analisti scatenati contro la faccia social del Sole.


Mi verrebbe da minimizzare. Sappiamo che su Twitter è complicato riassumere tutte le sfumature di un messaggio in 140 caratteri, è impossibile fare lunghe premesse e mettere le mani avanti, è difficile esprimere critiche mostrandosi comunque aperto alle contro-critiche, e via dicendo. Ma forse proprio per questo è fondamentale fare tesoro di casi come questo (e non è il primo) per pensarci su 10 volte prima di ribattere in maniera troppo forte e decisa a un'eventuale critica. Altro insegnamento: non è importante chi ha più follower quanto (proprio in relazione dei tanti follower) la numerosità del pubblico che assiste a una conversazione. Follower non è sinonimo di FAN (per quanto a molti sembri così) ma solo di qualcuno che è interessato a leggere i miei contenuti e se faccio scivoloni è il primo a notarli e a espanderne la portata. Un follower, se mal gestito, diventa cassa di risonanza e non avvocato difensore.

Signori, l'udienza è tolta. Almeno per oggi.

(p.s.: Ringrazio la mia amica Giulia per la segnalazione del caso. Non vorrei finisse che mi insulta su Twitter e sarei costretto, secondo le "Teorie Predicate", a rispondere in modo conciliante)

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[Olimpiadi] Le 10 infografiche da non perdere su Londra 2012

Agosto, caldo Agosto. Ferie, sole, mare, lavoro di soppiatto, qualche mail gestita dallo smartphone, zuppa di crostacei a pranzo e il pomeriggio frammenti di olimpiadi alla Tv per avere qualcosa in sottofondo. Per gli appassionati di statistiche e numeri (anche questi da tenere in sottofondo mentre cazzeggiate) ecco le 10 infografiche da non perdere su Londra 2012.


1. Olimpiadi e Social Media
Iniziamo con un confronto tra l'ultima edizione delle olimpiadi e l'attuale dal punto di  vista SOCIAL.


2. La storia
Per capire meglio di cosa parliamo quando parliamo di Olimpiadi. Atleti, sport, nazioni, medaglie, anni e paesi. La storia delle olimpiadi moderne concentrata in pochi centimetri.


 3. I costi
A proposito di storia. Ecco come sono aumentati i costi delle Olimpiadi di edizione in edizione

4. Il Buzz olimpico
Qui i temi più discussi attorno all'evento 


5. I Record Olimpici
I più medagliati, i più giovani, i più vecchi, i team invincibili... 


6. Gli Sponsor
perchè come ogni competizione con una platea mondiale gli investimenti pubblicitari fioccano. Ecco chi ha vinto quelli attorno agli sportivi britannici.


7. La torcia
Qualcuno ha pensato bene di fare un'infografica anche sui "check-in" del tour della torcia olimpica
8. I campi olimpici
Una mappa con le venue dei vari sport così siamo sicuri di non perderci

9. Le top App olimpioniche
Perchè se è vero che saranno le Olimpiadi più viste su dispositivi Mobile è importante scegliere la maniera migliore per restare aggiornati.
Top Apps for the London Summer Olympics
Via: Cheap Hotels



10. Un'analisi media della competizione
Come dove con chi e quali eventi stiamo guardando gli eventi di Londra 2012



(+1). TUTTI I NUMERI
Chiudo con un riassunto di tutti i numeri principali dei giochi olimpici. 

Bene adesso potete tornare al vostro caffè shakerato.
Buone Vacanze.

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[#terremoto] 2 Giugno e Groupalia: La deriva demagogica dei Social Network

Mi spiace dover scrivere nuovamente per un motivo doloroso che ha poco a che fare con quello di cui parlo in questo blog.
Stamattina a vibrare per la sveglia non è stato il cellulare come di consueto ma nuovamente tutta la stanza. Il terremoto. Di nuovo. A pochissimi giorni di distanza quando ancora non si era finito di contare i danni delle prime scosse eccone un'altro sciame sismico, potentissimo. Morti, feriti, crolli.
In mezzo a tutte queste faccende seguo sprazzi di conversazioni in TV, radio e Internet.
Su Facebook e Twitter, mi colpiscono due mobilitazioni. Una è quella di chi suggerisce di spendere i soldi della prevista parata del 2 giugno per aiutare le popolazioni terremotate. L'altra è quella degli scandalizzati per un Tweet di Groupalia (accompagnato da altri di aziende meno note) che propone un viaggio low cost a Santo Domingo per fuggire dalla paura del terremoto.

A primo sguardo, sia la mobilitazione contro lo sperpero di soldi del 2 giugno che contro un marketing becero come quello che a distanza di pochi minuti fa leva o ironizza su una tragedia sembrano lodevoli.

Qualcuno fa subito riferimento al potere della rete. Alla presa di coscienza di massa che nasce dal passaparola online.

Io, forse perchè mi ostino a non fermarmi al primo sguardo, vedo qualcosa che definisco "Deriva demagogica dei Social Network".


Mi spiego. E' evidente che al 29 Maggio gran parte dei soldi destinati per l'organizzazione della parata del 2 Giugno siano già stati spesi. Chiunque abbia organizzato un evento conosce il concetto di caparra, anticipo, clausola rescissoria, etc... Ad ogni modo quei soldi non basterebbero che a una parte infinitamente piccola rispetto a quanto necessario per rimettere in piedi le zone colpite. Possibile che non ci sia qualcuno che prova a informarsi prima di travestirsi da ministro dell'interno o da presidente della repubblica e generare randomicamente soluzioni? Intanto che me lo chiedo l'hashtag #no2giugno è al secondo posto tra i trend Twitter proprio dietro #terremoto

Caso Groupalia, dopo poche ore dalla messa online del Tweet dello scandalo l'azienda si è prima scusata e poi, attraverso la voce del Country Manager Andrea Gualtieri, ha comunicato la decisione di devolvere un euro per ogni vendita effettuata nella giornata di oggi. 


Evidentemente alla "rete" questo non basta e non solo non è disposta a perdonare il gesto attribuito all'inesperienza di un giovane dipendente ma ci va giù duro anche nei commenti successivi alle scuse. "Iene", "sciacalli", "merde", "imbecilli", "penoso", "infamia" ... queste sono solo alcune delle parole utilizzate dagli utenti che hanno commentato il tentativo di redenzione dell'azienda. Gli addetti ai lavori invece fanno analisi tecniche: "probabilmente l'azienda non conosce le regole del social media marketing", "non inserite hashtag #Groupalia ma #GroupaliaFAIL"... etc. etc..
A ognuno la sua porzione di "leone vecchio". Esatto, perchè mi ricorda un documentario in cui i classici ruoli Predaotre-preda si ribaltano e una mandria di bufali uccide e divora un leone claudicante e denutrito. E' quello che accade ora.

Nel gioco del tutti contro uno i social network diventano un'arena in cui ognuno può dire la sua e se è uguale a quella di molti altri acquista forza e credibilità. Massa e potere, diceva Elias Canetti. E come in tutti i casi di crisi ecco emergere la figura del capro espiatorio, quello che deve pagarla per tutti a prescindere dal ruolo che egli abbia nelle vicende.

Siamo tutti disperati per un fatto simile, per un avvenimento che ci colpisce da vicino (e a molti in prima persona) ma una gran parte di persone non si focalizza sulle informazioni, sugli aiuti, sull'analisi dei fatti e delle situazioni ma sposa la ben più irrazionale e istintiva sete di giustizia.

Scandalizzarsi e twittiare contro la parata del 2 Giugno o contro uno scivolone di buon gusto ed etica di chi cerca di cavalcare un trend di conversazione online non è sbagliato. Assolutamente. E' invece indecente che le stesse persone non riescano ad elevare il proprio grado di coscienza critica twittando e protestando altrettanto rabbiosamente per sprechi ben più gravi e sistemici da parte dello stato (rispetto alla parata del 2 Giugno) o per sciacallaggi molto peggiori e deprecabili come quelli di Balducci, Anemone, Piscicelli, e compagnia nella vicenda de L'Aquila.

Il potere della rete esiste ma anche un gran senso di superficialità nel come viene utilizzato. 140 caratteri, un hashtag "#", un'emozione più forte delle altre e parte la fiammata. Il problema è che da quello che vedo e provo ad analizzare praticamente dopo una settimana quello che resta sono soltanto macerie. In tutti i sensi. Solo sconfitti.


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[#terremoto] Live from Pinterest

Sempre in tema Terremoto in Emilia...  anche se non c'è un'invasione assurda di post come per Twitter anche su Pinterest, per la prima volta in Italia, gli utenti sembrano condividere le informazioni (in questo caso visual) a loro disposizione con gli altri utenti della rete.

Per quanto sarebbe stato di gran lunga preferibile evitare di analizzare questo trend è inevitabile considerare quanto l'informazione stia iniziando finalmente a cambiare anche in Italia grazie ai social network. In ritardo rispetto a molti altri paesi ma vuol dire che iniziamo a sfruttare le potenzialità della rete.

Qui le immagini aggiornate degli utenti Pinterest.



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[DATI] Pinterest in Italia. Voci discordanti


Come sanno gli affezionati di questo blog, ammesso che ce ne siano, ultimamente mi sono fatto portare dal vento di Pinterest che sembra soffiare verso strategie mirabolanti e promesse di un nuovo marketing. Le prime considerazioni le trovare sul post di qualche giorno fa.
Come mi ero ripromesso e prima di chiedere ai
clienti investimenti di qualche migliaia di euro ero curioso di vedere i dati nazionali del nuovo social network.
Premesso che ancora non ne ho trovati di ufficiali qualcosa in rete è presente.
Di sicuro c'è che il tasso di crescita di utenti italiani che accedono al sito di Pinterest sia cresciuto del 794% nel giro di 8 mesi.
Questo il grafico sull'andamento nazionale confrontato con quello di GranBretagna, Francia, Germania e Spagna mostra come nonostante quello che si stia "pompando" siamo il paese con numero di utenti mensili minore tra i principali europei. A gennaio sembrano essere 35 mila (fonte comScore).

Ma i dati, si sa, sopratutto se non ufficiali vanno sempre presi con le pinze. Provando a incrociarli con le stime di AdPlanner di Google c'è subito una netta differenza.
Google infatti parla di un numero nazionale molto più alto che arriva a 240 mila unique users. Chi avrà ragione?

Anche nella più rosea delle alternative non si può comunque ancora parlare di fenomeno di massa seppure sia innegabile una crescita da brividi che suggerisce di monitorare la situazione.

Un fattore curioso e che mi ha colpito subito nelle analisi dei dati e che avvalora la mia cautela nel dare per scontati i primi dati che ci capitano sott'oc
chio riguarda la ripartizione degli utenti tra uomini e donne. Mentre è stato fatto notare da molti come si possa definire il socialnetwork generalista più femminile di tutt
i essendo le
donne tra il 68% e il 74% del totale (secondo altre stime si arriverebbe addirittura all'89%) sempre AdPlanner mostra un ribaltamento delle percentuali quando si considerano il totale degli utenti mondiali (o quegli USA che sfalsano molto la media) e quando si restringe il campo alla nostra nazione.

Ecco le proporzioni:
Worldwide
Usa
Italia
Attenzione quindi a proporre ad esempio a un brand di moda donna che vuole promuoversi in Italia una strategia in cui il contributo di Pinterest sia importante. Si rischia di perdere tempo e soldi ottenendo bassi ritorni.

Chiudo questo post con un'indicazione che va apparentemente in controtendenza con quanto detto fino ad ora. E' vero che sono convinto che Pinterest non sia ancora maturo per entrare a far parte delle strategie di Social Media Marketing di un brand ma sicuramente i dati che riguardano gli interessi e le attività dei suoi utenti costituiscono una base importante per studiare strategie da esplodere poi su altre piattaforme. Al momento vedo in questo social network un grande specchio dei trend da sposare per andare incontro al (p)Interest dell'utente.

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10 modi per ottimizzare Google+

Da qualche settimana sto utilizzando Google+ in modalità "tester" per capire in maniera critica cosa e come utilizzare questo nuovo giocattolo per le attività di social media marketing. Provando e riprovando sto scoprendo, anche grazie ai vari consigli in rete, diverse funzionalità interessanti. Tra le altre cose G+ permette di inviare messaggi diretti, bloccare le notifiche, formattare il testo, gestire la privacy e molto altro. Ecco una serie di brevissimi video tutorial per scoprire le funzioni più nascoste e migliorare il proprio profilo rendendolo sempre più: "Plus". Prima di avviare i video vi consiglio di espandere il filmato a tutto schermo.

1. Modificare il formato del testo negli update inserendo grassetto e corsivo


2. Utilizzare Spark (in Italiano "Spunti") per seguire i propri interessi


3.Utilizzare il Drag & Drop per inserire foto nel riquadro di aggiornamento status


4.Citare altre persone nei post utilizzando "@"


5.Inviare messaggi diretti a uno o più utenti


6.Collegarsi con i permalink al singolo aggiornamento di qualcuno (ogni update ha un suo link)


7.Imparare a gestire la propria privacy navigando nelle funzioni di identificazione destinatari


8.Utilizzare i tasti di scelta rapida (in perfetto stile Google)


9.Bloccare le notifiche


10.Vedere come il proprio profilo appare agli altri

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Rassegna Web - Boardsport 2.0

Dopo un'analisi monotematica di inziative sul Fashion 2.0 e una sul Turismo 2.0 ecco una rapida carrellata di casi di studio legati ai Boardsport 2.0

ATTUALITA'
Skateistan.org: skateare fa bene!
La cultura dello skateboard si sta sviluppando anche in Afghanistan, ma con un impulso del tutto nuovo. L’associazione no-profit Skateistan, grazie alla pratica dello skate, impegna un gran numero di giovani afghani offrendo loro nuove opportunità culturali, educative, assistenza sanitaria e crescita sociale. Il sito Skateistan.org contiene un blog creato per far conoscere le esperienze dei giovani di Kabul a tutto il mondo; inoltre, attraverso l’utilizzo di piattaforme media e social network, l’associazione contribuisce a diffondere a livello globale un messaggio di speranza, unione e pace.
VIDEO
Don't try this at home!
Quando la passione per la tavola non conosce limiti… Gli americani Jeff King e Chad Knight (pro skater) hanno materializzato un’idea completamente folle: armati di trapano, viti e colla, hanno trasformato un iPad da 64GB in un mini skate. Non contenti, i due sono riusciti persino ad utilizzare la loro invenzione su una rampa. Il video dell’“impresa”, parte di un programma realizzato per Fuel.tv, impazza sulla rete!
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GEOLOCALIZZAZIONE
Dove sei? diccelo anche dalle piste!

Tutto è pronto per la stagione invernale: le tavole sono sciolinate, la neve ha già imbiancato i resort, ma quest’anno la protagonista sulle piste sarà la tecnologia. In diverse località americane sarà possibile utilizzare il sistema di geolocal EpicMix che tiene traccia delle piste percorse via Rfid. Come con Foursquare, si potranno guadagnare badge (chiamati Pins) al raggiungimento di determinati obiettivi. E per la social sfida con gli amici? Il sistema sarà integrato con Facebook e Twitter.
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WEB TV
Porta i Boardsport sul tuo profilo!

Preparatevi a riempire i vostri profili social con i migliori video della storia dei boardsport: il famoso brand Vans, ha lanciato la sua prima web tv. Su Offthewall.tv si possono seguire programmi su: skate, snow, surf e wakeboard con video e highlights dei vostri atleti preferiti e dei migliori contest. I video possono essere condivisi sui social media ed essere personalizzati tramite un lettore mash-up. Infine, armatevi di iPad: nelle prossime settimane Offthewall.tv avrà un’App tutta sua!
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SOCIAL APP
Burton e Nokia per lo snowboard!
Passate troppo tempo in rete e dunque praticate meno sport? Nokia e Burton, snowboard brand, stanno realizzando un progetto che coniuga sport estremi e social network. Nokia Push Burton permetterà di registrare in tempo reale i movimenti della tavola, il cellulare collegato sarà in grado di riconoscere il trick eseguito e di pubblicarlo immediatamente sul social selezionato. La versione beta di Nokia Push Burton arriverà nel gennaio 2011.
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AUGMENTED REALITY
Skate shoes virtuali invadono NY
In occasione del lancio di due modelli di scarpe da skate in edizione limitata, Airwalk, brand del settore boardsport, ha realizzato un’iniziativa
molto singolare attraverso l’app per iphone GoldRun, che sfrutta il collegamento GPS per collocare e condividere oggetti virtuali nel mondo reale. Gli utenti dotati di Iphone dovevano localizzare le sneakers virtuali sparse per vari punti della città, “fotografarle” e condividere l’immagine attraverso l’app; in questo modo potevano ricevere un codice per l’acquisto della calzatura reale.
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CASE HISTORY
Tony Hawk? "Trovalo" su Twitter!
L’icona dello skateboard Tony Hawk è uno dei personaggi più “seguiti” su
Twitter e l’inventore di un’iniziativa dal successo inaspettato: una “caccia al tesoro 2.0” via tweet che ha fatto crescere i follower dello skater dai 200.000 del 2009 ai 2.245.000 di oggi. L’idea di Hawk, successivamente ripresa da molti brand, ha dato vita ad un fenomeno virale che ha incuriosito persino la CNN e che ha ispirato un nuovo tipo di marketing sui social media in grado di coinvolgere i fan/clienti sia virtualmente sia fisicamente.
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Monopoli Social Media Edition

Sapevo che sarebbe arrivato di nuovo il momento del cazzeggio puro. Ma nemmeno poi tanto però. Guardate bene questo tabellone del Monopoly versione Social Media e fate un ragionamento su come costruire la vostra strategia marketing online, dove posizionereste case e alberghi? Date un valore a ogni canale, che classifica fareste per il vostro brand? Quanto può rendere rispetto ai vostri avversari (competitor) che passando di li pagherebbero dazio? Il quartiere più ricco, quello con Facebook, You Tube, Twitter, Blog e LinkedIn è anche il più ambito ma non dimenticate le piccole stazioni delle socialnews e dei socialbookmarking fino ad arrivare ai vicoli stretti che poi tanto stretti non sono come Slideshare o Scribd. Insomma: costruire, costruire, costruire. Occhio agli imprevisti e alle probabilità, sono sempre dietro l'angolo.

Monopoly: Social Media Edition
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