Visualizzazione post con etichetta adv. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta adv. Mostra tutti i post
0 commenti

[FACEBOOK] Come cambia il NewsFeed. Più importanza ai Link ma non a quelli "markettari".

Sappiamo che da quasi un anno Facebook sta lavorando sui filtri del News Feed per fare in modo, nella dichiarazione d'intenti ufficiale, che i propri utenti possano ricevere solo aggiornamenti di qualità ovvero contenuti ritenuti da loro davvero interessanti. Chiaramente oltre a questo nobile obiettivo di fare da filtro anti spam questo approccio "costringe" i brand che utilizzano il social network a scopo commerciale (ormai tutti) da una parte a produrre contenuti in modo nuovo e non troppo marcatamente promozionale e dall'altra ad investire in pubblicità promuovendo i propri contenuti in modo che siano visualizzati anche quando magari non avrebbero tutte le credenziali per esserlo organicamente.

Dalla fine dello scorso anno infatti abbiamo notato come la visibilità organica dei post pubblicati sulle pagine dei brand per cui lavoriamo è diminuita, a volte in modo lieve altre volte in modo notevole fino a rendere quasi inutile il lavoro di produzione di contenuti in mancanza di budget ADV a supporto.

E' di ieri l'annuncio di ulteriori integrazioni che vanno in questo senso con l'obiettivo di arricchire di contenuti interessanti i feed e minimizzare lo spam (almeno quello organico).

Per prima cosa saranno sempre più filtrati i cosiddetti post "click-baiting" ovvero quei post che incoraggiano gli utenti a cliccare per saperne di più attraverso un testo molto accattivante ma poco esplicativo sul contenuto verso cui verranno direzionati. Un'esca appunto che fa leva in modo furbo sulla curiosità tradendo in più delle volte l'aspettativa creata.


Se io, ad esempio, rilanciassi su Facebook il post che state leggendo con un testo tipo:
"Volete sapere cosa si è inventato facebook questa volta? Cliccate qui: > Link al post" è facile pensare che molti utenti, anche quelli non interessati al mondo del social media marketing, ci clicchino incuriositi pensando di trovare chissà quale news o segreto su Facebook da carpire prima degli altri.
Fino ad oggi questi click venivano ritenuti da Facebook sinonimo di interesse verso un certo contenuto, e portavano, per questa ragione, Facebook stesso ad accrescerne la visibilità organica. Al crescere dei click il post veniva dunque mostrato all'interno di altri newsfeed a prescindere dal reale valore attribuito dagli utenti al contenuto presente nella pagina di atterraggio del link.
La prima cosa che Facebook dichiara di voler fare in futuro è quello di verificare non più solo il numero di click al link contenuto nel post ma anche il tempo di permanenza medio fuori da Facebook degli utenti che cliccano su questi link. Se mediamente questi tornano subito indietro il link verrà bollato come "esca" e il post declassato e non più visualizzato nei newsfeed.
La seconda riguarda la misurazione dei commenti, dei like e delle condivisioni di quel link. Se molti cliccano sul link ma pochi decidono poi di commentare la notizia letta o di promuoverla verso i propri amici ripostandola sarà un altro segnale che il contenuto verso cui sono stati indirizzati non è stato ritenuto interessante.

CONSIGLIO #1: postate sempre Link accompagnati da call to action esplicative, evitate toni apocalittici o misteriosi solo per avere più click se è alto il rischio che non siano in target.

Il secondo importante aggiornamento riguarda direttamente il formato dei link. Sappiamo che un link può essere richiamato in diversi modi. Attraverso l'anteprima del post ad esempio (immagine + titolo + incipit) caricata in automatico oppure può essere ricopiato all'interno della didascalia del post (vedi seconda immagine) e anzichè veicolato tramite l'anteprima con immagine titolo e incipit può essere accompagnato da un'immagine caricata ad hoc (lo si fa spesso quando si vogliono usare immagini più accattivanti di quelle presenti nella pagina di destinazione o perchè nella pagina di destinazione non ci sono immagini).

Anteprima Link (Link Format)
Link inserito come testo di didascalia della foto
Facebook ha rilevato che le persone preferiscono cliccare sulla prima tipologia di link, quelli veicolati attraverso le anteprime, piuttosto che su quelli contenuti all'interno delle didascalie di una foto. Questo probabilmente perché l'anteprima offre informazioni aggiuntive rendendo più chiaro il contenuto che attende gli utenti che decideranno di cliccare. Inoltre un formato come quello dell'anteprima rende cliccabile tutto il post anzichè solo il testo del link, fattore determinante per chi naviga da mobile e vede i post rimpiccioliti. Per questa ragione i post con il LINK-Format saranno privilegiati rispetto a quelli con link testuali in accompagnamento di foto o di post solo testuali.

CONSIGLIO #2: massimizzate la pubblicazione di link nel Link-Format cercando di scegliere testi, incipit e immagini delle pagine di destinazione nella maniera più oculata possibile. Se pubblicate il link accompagnato da un'immagine cercate quantomeno di descrivere bene l'articolo o la pagina in cui porta.

A seguito di quanto descritto in questo post la raccomandazione generale a tutti i community manager è quella di pensare sempre alla qualità della storia che si racconta e al concetto di fondo che spesso si dimentica smaniosi di mostrare al cliente numeri elevati: online vince la capacità di personalizzazione dei messaggi/contenuti e non il counter degli accessi/click. Se servono i cambiamenti del management e dell'ufficio sviluppo di Facebook per aiutarci a comunicare questo approccio qualitativo al cliente che ben vengano tutte le modifiche, in questo modo voler evitare i toni markettari che molti responsabili marketing chiedono o pretendono, non sembrerà una giustificazione legata all'incapacità di generare volumi elevati ma un approccio che rispecchia un orientamento alla qualità in atto su scala globale.


(Comunicato ufficiale Facebook di riferimento: http://newsroom.fb.com/news/2014/08/news-feed-fyi-click-baiting/)

0 commenti

[YOU TUBE] Tematiche e Categorie dei principali Canali You Tube nel mondo. Best Practice.

Li chiamano You Tubbers e sono gli utenti fondatori di un canale you tube che entrando nel Partner Program di questo social network vendono a scopi pubblicitari gli spazi dei propri canali e all'interno dei propri video. Vi siete mai chiesti quali a quali categorie appartengono i top 1000 canali You Tube su cui è possibile fare pubblicità? Eccoli qui riassunti, in questo grafico per categorie che mostra come un quarto dei canali hanno come tema principale la musica, un altro 20% (in maniera imprevista per me) tratta temi legati al gaming. A seguire gli Youtubber che pubblicano filmati comici o di puro intrattenimento. A chiudere la speciale top 5 i video contenenti Guide e Consigli di Stile sui temi più disparati: bellezza, moda, food, salute, hobby e tecnologia. 


A questo punto vediamo qualcuno dei canali con il maggior numero di visualizzazioni per ciascuna delle principali aree tematiche. A ogni canale ho associato una scheda tratta dalla classifica di OpenSlate Research, specialisti nel rating dei video e dei canali You Tube in grado di offrire un quadro agli investitori pubblicitari su questo tipo di media.

MUSICA. JUSTIN BIEBER è il numero uno per view mensili ma seguono a ruota, manco a dirlo, gli One Direction che addirittura prevalgono per numero di subscribers (quasi 7 milioni).


INTRATTENIMENTO. The Ellen Show. Sconosciuta in Italia dove sono più nominati i suoi competitor uomini come Jay Len o Devid Letterman in USA sembra essere una delle donne con il talk show più social in circolazione. 


HOW TO & STYLE. Nel settore Hooplakidzrecipes è un must. Ricette di ogni tipo con tutorial commentati e girati con il supporto di bambini, per la serie: "la cucina è così facile che anche un bambino..."



 SPORT. Il canale UFC (Ultimate Fighters Championship) è quello con il maggior numero di view ma in questo caso vi invito a dare un'occhiata, anche solo per ispirazione al canale Dude Perfect, un gruppo di fuori di testa che usa il basket, lo sport in generale (e non solo) per cazzeggiare alla grande.


GAMING. Dalla Svezia con furore arriva PewDiePie il canale di video sul Gaming (ma anche su film e musica) con parodie di ogni tipo, 15 milioni di iscritti e 256 milioni di view mensili. Mica bruscolini. 


e proprio con un video tratto da questo canale - per inciso 35 milioni di view in 5 mesi - chiudo il post sui principali canali degli YouTubbers mondiali.


0 commenti

[INFOGRAPHIC] Top Brand Facebook. Benchmarking... l'ingrediente segreto

Non sono in vacanza, chiariamolo subito. Lo scorso anno i primi due mesi dell'anno li avevo passati in Argentina vagando tra i monti e le pianure della Patagonia per cui non vorrei che qualcuno pensasse che il pellegrinaggio sudamericano sia per me un atto rituale. Non lo è, tranquilli.
Semplicemente in queste settimane di assenza facevo trekking a testa bassa nel mondo del Social (e ancora è così). 
L'ho sempre detto e lo ripeterò a lungo ancora: se vuoi capire cosa fare per un progetto non dimenticarti mai di vedere cosa sta succedendo nel mondo che ti circonda. La genialità creativa (per chi ritiene di avercene almeno un po') da sola non basta ad ottenere i risultati.

Ecco allora che servono un paio di liste da tenere d'occhio. In questo mi aiutano molto i numerosi tool di monitoraggio Social. In questo caso Blogmeter con le sue due più recenti classifiche mensili dei brand Facebook con maggior numero di nuovi Fan, miglior Engagement Rate e migliori tempi di risposta.

Guardatele e fatevi delle domande. Cercate di capire perchè ad esempio la pagina Facebook della Sampdoria è negli ultimi due mesi quella sportiva con il più alto grado di interazione oppure perchè Poste Mobile è il marchio più reattivo a rispondere agli utenti e se questo risulta un fattore premiante. 
Guardate le iniziative "social" di Philadelphia che sembrano riscuotere tanto interesse e chiedetevi qual'è la ricetta (scusate il gioco di parole) per un successo così grande. Infine cercate di comprendere quanti nuovi fan arrivino nelle pagine top del mese in modo organico, magari a seguito di un'elevata esposizione mediatica, e quanti invece possono essere correlati a grandi spinte ADV. 

Alcune di queste risposte, come è successo a me, potrebbero entrare a far parte della vostra prossima strategia di Social Media Marketing.
Benchmarking... l'ingrediente segreto. 





0 commenti

[VIDEO] I 10 migliori Spot del 2012


Fine anno tempo di bilanci, classifiche, liste dei buoni e dei cattivi. Inizio con qualcosa da club dei Pubblivori, inzio condividendo la lista dei 10 migliori spot dell'anno eletti da
AD Week. Spero siano ispirazione per tutti i creativi, online e tradizionali sempre che ancora ci sia qualcuno che si dichiara tale (sta diventando un po' come con la politica che nessuno ammette di votare Berlusconi, nessuno ammette di essere 1.0).
Lasciate tra parentesi le digressioni  ecco la chart in un conto alla rovescia verso il podio. Buona visione!


#10.
Carlton Draught, "Beer Chase"
Agency: Clemenger BBDO, Melbourne, Australia
Director: Steve Ayson, The Sweet Shop


#09
Axe, "Susan Glenn"
Agency: BBH, New York
Director: Ringan Ledwidge, Rattling Stick

#08
Procter & Gamble, "Best Job"
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: Alejandro González Iñárritu,
Anonymous Content

#07
Chrysler, "It's Halftime in America"
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: David Gordon Green, Chelsea Pictures

#06
Red Bull, "Red Bull Stratos"
Partners: Riedel Communications,
FlightLine Films

#05
Old Milwaukee, "Field Cut Off"
Director: Jake Szymanski
Production Company: Gifted Youth

#04
DirecTV, "Charlie Sheen"
Agency: Grey, New York
Director: Tom Kuntz, MJZ

#03
Widerøe Airlines, "Grandpa's Magic Trick"
Agency: McCann, Oslo, Norway
Director: Marius Holst, 4½

#02
Nike, "Jogger"
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: Lance Acord, Park Pictures

#01
The Guardian, "Three Little Pigs"
Agency: BBH, London
Director: Ringan Ledwidge, Rattling Stick

0 commenti

[CHRISTMAS MARKETING] Analizzare i Trend dello Shopping Natalizio per pianificare le proprie campagne

Inizia novembre e oltre alla festa di Halloween, alle castagne al forno e alla caduta dei capelli ci troviamo come ogni anno ad affrontare il grande quesito: I REGALI DI NATALE.
Se da una parte, da consumatore, ognuno percorre le strade più o meno elaborate o precise per arrivare alla scelta dei regali da fare, dall'altra, da professionisti del marketing, si cerca di rendere la strada meno improvvisata possibile.

Parlo chiaramente di programmare al meglio il timing e le percentuali di spesa per settimana delle proprie campagne sia Online che Offline. Anche se in questo caso i dati sono riferiti al mercato statunitense ecco un'indicazione iniziale (spero di trovarne altre) che ho trovato molto utile per decidere come allocare il budget a disposizione. 

Nei primi dati vediamo la distribuzione basata sulle risposte alla domanda "Quando inizia lo shopping natalizio?". Il picco evidente è nel mese di Novembre per cui la prima indicazione sicuramente è quella di farsi trovare durante il mese. E fin qua... tutto come previsto. Risulta meno banale il fatto che gli Early Bird Shopper, coloro che per primi approcciono lo shopping per le vacanze, appaiano numerosi nel mese di Ottobre (22,1% secondi i dati BIGinsight).

Secondo i dati  LivePerson addirittura il 29%, più di un quarto degli Shoppers, pianifica i suoi regali ancora prima di Ottobre.

A completare coerentemente il quadro ci sono i dati che mostrano la ripartizione delle campagne di marketing dei Retailer Online statunitensi. La maggior parte dei lanci avviene verso la fine di Ottobre ma c'è ben il 38,5% che occupa il periodo precedente. Se andiamo indietro di qualche anno la percentuale di venditori online che iniziavano le proprie campagne prima della fine di ottobre arrivava al 40,3% (dato 2009).
Insomma sembrerebbe non essere (quasi) mai troppo presto per far partire alcune iniziative con la keyword "Natale" a fare da driver. Chiaramente mai esagerare e per avere una controprova ha senso consultare i dati sulle ricerche, questa volta Italiane, su combinazioni di parole come: "idee regali natale". Le indicazioni del 2011 in questo caso coincidono con il timing dei lanci che abbiamo visto precedentemente un po' meno con le indicazioni generali viste in apertura di post in cui diversi utenti sembrano partire nella loro ricerca addirittura a settembre. 
Sembra logico concludere che nonostante ci sia una mobilitazione generale già prima della seconda metà di ottobre per quanto riguarda le campagne che muovono i propri passi esclusivamente online non valga la pena disperdere una percentuale eccessiva prima dell'inizio di Novembre. Addirittura i dati italiani suggeriscono di attivare la spinta maggiore solo dopo la prima settimana di novembre. Non fatevi dunque prendere dall'ansia da risultato, è importante essere competitivi nel periodo in cui si concentrano sia la domanda che l'esigenza di acquisto. Farsi trovare prima potrebbe essere più semplice ma magari inutile ai fini dell'acquisto (avendo tempi larghi molti inizieranno a informarsi con l'intenzione di confrontare con calma prezzi e prodotto) e sicuramente i volumi prodotti sarebbero esigui rispetto all'investimento.
Di seguito la classifica ComScore con l'andamento delle vendite degli ultimi 5 anni nelle 8 settimane prima di natale (più quella successiva). Valutate voi a questo punto come dividere in modo sensato il vostro investimento.
Mettendo insieme i pezzi personalmente consiglierei di:

  • iniziare le campagne promozionali online dedicate la natale tra il 28 Ottobre e il 2 Novembre
  • distribuire in maniera equa fino al 14 novembre (15 giorni) il 15% del budget disponibile
  • dal 14 novembre fino alla prima decina di dicembre (25 giorni) spendere il 40% della cifra stanziata
  • tenervi un buon 40% del budget da esplodere tra l'11 e il 20 Dicembre (10 Giorni).
  • spendere il restante 5% tra il 21 e il 26 (7 giorni)
AVVERTENZE: Naturalmente state attenti a valutare questi consigli adattandoli al vostro business. Se vendete viaggi non sarebbe consigliata la stessa concentrazione che se commercializzate lettori mp3 o piccola oggettistica  da regalo. Stesso discorso per chi vuole portare utenti in un negozio fisico (e può farlo fino al giorno di natale) rispetto che su un e-commerce in caso si commercializzino prodotti fisici bisognerà considerare i tempi di consegna della merce come vincolo all'acquisto. In quest'ultimo caso il consiglio è: organizzatevi per fornire la consegna garantita in 24h (magari pagando una piccola sovrattassa) che vi permetterebbe di spingere il vostro business fino al giorno di natale facendoci una campagna che sottolinea questo aspetto. Sareste una manna dal cielo per tutti il LastMinute Buyer.


Chiudo con una nota "stonata" sui risultati da attendersi in termini di vendite nel 2012. Beh, in tempo di crisi, sembrano essere al ribasso rispetto all'anno scorso. Forse proprio per questo è bene non sperperare il budget destinato alla promozione: PIANIFICATE.

0 commenti

[ADVERTISING] 5 chiarimenti sulla relazione tra Adv online e Conversioni.

Attualmente sto lavorando molto alla gestione di budget pubblicitari di medio - piccolo valore da spendere online. Dal lavoro day-by-day emergono diverse riflessioni riguardo come presentare ai clienti nel modo più corretto possibile la relazione tra investimento in ADV online che gli stiamo proponendo e conversioni attese.

Negli ultimi 12 mesi è cresciuto in modo rilevante il numero delle piccole realtà (esercizi commerciali, PMI, liberi professionisti) che ha deciso di investire su due grandi canali: Facebook Adv e Google Adwords. Questo è da una parte il segno di una maggiore consapevolezza delle potenzialità degli strumenti online per i propri fini di business e dall'altra il segnale che la strada dell'investimento sul web è associata a una versione Low Cost alternativa a investimenti ben più grandi sui canali tradizionali.

Nel primo caso c'è da essere soddisfatti, nel secondo invece è opportuno lavorare educando clienti e prospect ai reali obiettivi raggiungibili con i piccoli investimenti in attività di Online Advertising e Social. Sintetizzo alcune considerazioni banali solo fino a un certo punto e che fanno la differenza tra consulenza "seria" e consulenza "furba":

#1. La pubblicità online non è tutta uguale. 
Gli annunci nelle reti di ricerca (Adwords) e nei social network (Facebook Ad) hanno diverse performance ma soprattutto diversi scopi.
Qualche mese fa avevo condiviso un'infografica che mostrava le differenze tra Adv Facebook e Google Adwords premiando per performance la seconda tipologia. Questo non vuol dire però che a volte non sia da privilegiare la pubblicità Facebook. Le variabili sono tante.


#2. E' fondamentale capire anche quanto tempo abbiamo per portare risultati per capire se vogliamo Fan o Clienti.
La differenza tra strategia di lungo periodo e strategia a breve termine sposta l'ago della bilancia dal mondo Social a quello dei motori di ricerca. Su Facebook cerchiamo gli utenti in target e li convinciamo di avere qualcosa che interessa o che potrà interessargli anche più in la nel tempo. Per questo sarebbe sbagliato investire in Facebook Adv e poi sospendere la spesa (e in generale l'attività di posting sulla pagina) dopo poco tempo perchè non vediamo una crescita dei clienti generati. Investendo su Google invece semplicemente  ci facciamo trovare da quelle persone che stanno cercando qualcosa che ci riguarda proprio in quel momento per cui se la spesa non genera contatti commerciali entro un mese (tempi di ottimizzazione di una campagna) forse è utile congelare tutto un attivo e riflettere sulla strategia.


#3. E' fondamentale capire quanto è targettizzabile il nostro obiettivo. 
Più è possibile individuare il mondo di passioni ed interessi (soprattutto extra-brand) dei nostri utenti più è consigliabile l'utilizzo di Facebook rispetto a Google.
E' di fine Settembre l'annuncio dell'evoluzione degli annunci Facebook con la nascita di Facebook Exchange, la funzionalità che permette una maggiore targettizzazione real-time nella pubblicazione degli annunci.

#4. L'equivalenza matematica tra soldi investiti e clienti portati PURTROPPO non esiste.
Spesso la domanda tipica del clienti è: "se investo 1000 euro in pubblicità quanti clienti posso aspettarmi?". Per l'investimento Adwords esistono dei valori medi di conversione (differenti a seconda del settore) ma le variabili ad ampliare la forbice tra i Click generati dall'annuncio e le transazioni chiuse sono tantissime. Prima tra tutte: la differenza tra le transazioni che iniziano e finiscono online (i siti di eCommerce) e quelle il cui primo contatto avviene online (verso siti vetrina) ma la transazione si conclude in un luogo fisico. Altra variabile è quella della user experience legata al sito di atterraggio. Se questa è negativa o poco soddisfacente i click generati risulteranno poco utili ai fini della vendita e anche a fronte di buone performance delle campagne le conversioni saranno basse.
Per Facebook invece il tentativo di creare una relazione diretta tra investimento Adv e Lead/Acquisti generati fa un giro ancora più largo passando da strumenti come Social Coupon e successivi rimandi promozionali al sito o al luogo fisico in cui si concretizzerebbe l'acquisto. In questo caso le barriere all'ingresso sono troppe e diventa complesso attribuire il demerito di una percentuale di conversione bassa a un appeal del coupon, del post in bacheca o del prezzo dell'offerta, tutte fasi successive alla conversione del semplice utente in FAN. Insomma Adwords può portare Clienti secondo valori medi ma molto variabili, sulle campagne Facebook più che clienti si generano Fan, ovvero clienti solo in potenza nel lungo periodo.

#5. La tracciabilità delle azioni varia a seconda dello strumento scelto
Ci sono diversi strumenti per dimostrare l'efficacia delle attività Adv, tracciando i vari percorsi dell'utente. La maggior parte sono legati al Google Adwords. Banalmente grazie al collegamento tra Google Analytics e Google Adwords è possibile verificare il percorso all'interno del sito di ogni utente anche a seconda dell'annuncio su cui ha cliccato (es. non è detto che un annuncio con un CTR alto generi visite efficaci nel sito. Magari è troppo generalista e la sua Frequenza di Rimbalzo è molto alta rispetto a quella di annunci con CTR basso ma che genera visite al sito con maggiore permanenza media per utente.
Più complessa è la misurazione del comportamento degli utenti Facebook che potrebbero arrivare al sito attraverso:
- il clic e la stampa di un social coupon (tracciabile).
- il passaparola online (tracciabile ma solo con dei software specifici). Ultimamente Ecce mi sembra uno dei migliori anche se forse troppo costoso per quelle piccole realtà che investono poche centinaia di euro al mese in campagne.
- il passaparola fisico (non tracciabile a meno che non si chieda a tutti i futuri clienti come hanno saputo dell'azienda/prodotto).

CONCLUSIONI.
In base a questi ragionamenti che ritengo fondamentali chiarire con il cliente in fase di pre-vendita è possibile riassumere che nella maggior parte dei casi: Facebook Adv è uno strumento utile a facilitare la creazione di relazioni di medio lungo periodo senza una correlazione diretta tra Fan e Clienti Generati per analizzare la quale servirebbe investire discrete somme in azioni di monitoraggio. Google Adwords è lo strumento migliore per stimolare vendite nel breve termine con la possibilità di tracciare molti elementi con strumenti a costo zero.
In generale quando il budget è piccolo vale la pena rispondere e valutare i 5 punti sopra per decidere come meglio spenderlo senza frammentarlo troppo.